Senigallia, ogni giorno offendeva e minacciava i vicini di casa: condannata per stalking

Secondo la difesa era l'imputata la vera vittima degli altri condomini, tutti d'accordo nel volerla screditare per costringerla ad allontanarsi dal palazzo, dopo che i rapporti si erano irrimediabilmente deteriorati a causa di banali motivi di vicinato

Per anni ha perseguitato i suoi vicini di casa attendendo che fossero soli nel cortile del palazzo o lungo la tromba delle scale. Poi insulti, sputi in faccia, minacce e in alcuni casi si era anche avvicinata loro emettendo dei rutti davanti alla loro faccia. Gesti offensivi che, se in un primo momento potevano essere solo le volgarità di una vicina un po’ sopra le righe, a lungo andare è diventato un vero e proprio elemento di disturbo e ansia per tutti i condomini. Al punto che una delle vittime, terrorizzata all’idea di incontrarla, si è anche rivolta ad uno psichiatra. «Sembra una barzelletta ma a non fa ridere perché siamo arrivati al punto da cambiare strada per uscire di casa, ci sputava addosso, una violenza quotidiana che ci ha anche portato a chiamare i Carabinieri. Speriamo che le cose cambino» ha detto una delle parti offese. 

Nel frattempo però, dopo anni di vessazioni, i vicini l’hanno anche denunciata e oggi, al temine del processo, è arrivata la sentenza del giudice monocratico: A. M., 57 anni di Senigallia, è stata condannata a 9 mesi di reclusione con pena sospesa per stalking. Non solo perché la donna dovrà anche risarcire 2.mila euro di danni ai vicini, costituitesi parte civile tramite l’avvocato Mauro Diamantini. Tutt’altra versione quella data nell’arringa difensiva dell’avvocato Diego D’Adderio, che ha tentato di dimostrare come in realtà fosse stata l’imputata la vera vittima degli altri condomini, tutti d’accordo nel volerla screditare per costringerla ad allontanarsi dal palazzo, dopo che i rapporti si erano irrimediabilmente deteriorati a causa di banali motivi di vicinato. 

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Il calvario è iniziato intorno al 2008, parrebbe per motivi legati a come veniva riposta la spazzatura da parte di alcuni inquilini. Da lì sono nate discussioni su discussioni. Negli anni le cose sono degenerate, fino alle persecuzioni della 57enne che, ogni giorno, offendeva chi gli capitava a tiro o li minacciava con frasi come: «Quando meno te lo aspetti te la faccio pagare» oppure «Ti renderò la vita impossibile». Alla fine i condomini non ce l’hanno più fatta e, costretti a modificare le loro abitudini di vita in casa propria pur di non incontrare l’imputata, sono passati per vie legali. Nel frattempo l'imputata è ancora la vicina di casa delle sue vittime che, dopo questa sentenza, auspicano un cambiamento di questa situazione. 

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