Raffineria Api, Comitati e azienda faccia a faccia al tavolo regionale

L'ad Cogliati e le associazioni ambientaliste figurano tra i partecipanti della giornata seminario organizzata dalla Regione Marche

L'Autorizzazione integrata ambientale. O Aia, se si vuole usare l'acronimo. Tema che per la Raffineria Api è stata al centro di lunghi dibattiti successivi all'incidente al TK61 dello scorso aprile che ha portato gli enti preposti a chiedere prescrizioni più restrittive e nuovi impegni. Tema che sarà ulteriormente trattato giovedì 13 in Regione nel corso di un incontro seminario ad hoc. Scorrendo la lista dei relatori non può saltare all'occhio la presenza in contemporanea dell'amministratore delegato della Raffineria di Falconara, Giancarlo Cogliati, e delle associazioni ambientaliste Mal'Aria e Ondaverde. Queste ultime hanno anche organizzato un presidio fuori da Palazzo Raffaello. 

«Parteciperemo a questo incontro - scrivono insieme a Trivelle Zero e Italia Nostra Ancona - che vedrà presenti funzionari del Ministero dell'Ambiente, per rappresentare che l'Aia è uno strumento per la sicurezza e la tutela ambientale e sanitaria, per cui tutto ciò che è insicuro o pericoloso va sospeso, messo fuori esercizio, rimosso. Specifichiamo che questo incontro si svolgerà in attesa di quello che attendiamo da mesi e deriverà dal tavolo in essere con la Prefettura. La rappresentazione della negativa situazione di insicurezza sarà propedeutica ad ulteriori momenti di confronto, che vorremmo per affrontare anche il tema del futuro delle comunità locali che si trovano attualmente a vivere in una situazione di criticità, che oltre ad essere ambientale, sanitaria è anche di scarsa prospettiva occupazionale. Ai Ministeri (in questo caso quello dell'Ambiente), così come già abbiamo iniziato a fare con la Regione Marche, cercheremo di far capire che occorre determinare per tempo cosa accadrà dopo gennaio 2020, momento in cui formalmente scadrà l'attuale concessione ad Api». 

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