Legambiente, le Marche regione virtuosa con il 65,4% di raccolta differenziata

In particolare, per quanto riguarda i dati provinciali, la provincia di Macerata si attesta al 74,33%, Pesaro-Urbino al 62,87%, Ancona al 66,37%, Ascoli Piceno al 60,58% e Fermo al 58,95%.

Si è conclusa con grande successo questa mattina all’ISTAO (AN) la I edizione dell’“EcoForum Marche – l’economia circolare dei rifiuti”, un appuntamento unico a livello regionale ideato da Legambiente e dedicato al confronto tra rappresentanti dei comuni, gestori dei rifiuti e cittadini sul tema della raccolta differenziata, sulle sfide future della nostra regione e sulle buone pratiche di gestione dei rifiuti verso un modello di economia circolare delle Marche. Nel corso dell’evento, sono state anche presentate la XV edizione di “Comuni Ricicloni”, l’iniziativa di Legambiente che riconosce le migliori esperienze dei comuni marchigiani in tema di gestione dei rifiuti e in particolare sulla raccolta differenziata, e la IV edizione di “Ridurre si può nelle Marche”, il premio che intende valorizzare le migliori realtà del territorio per quanto riguarda la prevenzione promosso da Regione Marche, UPI Marche, Anci, Legambiente Marche, Utilitalia e Unioncamere Marche. 

In base ai dati resi noti durante l’iniziativa, le Marche si dimostrano una regione virtuosa nella raccolta differenziata, superando il 65,41% di RD. In particolare, per quanto riguarda i dati provinciali, la provincia di Macerata si attesta al 74,33%Pesaro-Urbino al 62,87%Ancona al 66,37%Ascoli Piceno al 60,58% e Fermo al 58,95%.
Nella sezione dedicata a “Comuni Ricicloni”, ad essere premiate sono state ben 135 amministrazioni che si sono contraddistinte per il raggiungimento dell’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata. Tra queste, Macerata spicca come migliore esperienza tra i capoluoghi di provincia per i progressi raggiunti nella raccolta differenziata, che si attesta al 75,24%, ottenuti grazie all’impiego del “porta a porta” spinto, su tutto il territorio comunale.  

Tra i Comuni Ricicloni, in particolare, sono 4 le amministrazioni che si distinguono non solo per una buona raccolta differenziata, ma anche per la qualità delle attività di riciclo e delle politiche di prevenzione, ricevendo, così, il riconoscimento speciale di “Comuni Rifiuti Free”, ovvero quei comuni i cui cittadini hanno conferito nel contenitore del secco meno di 75 Kg all’anno di rifiuto non riciclabile: Castorano (AP) con 39,0 Kg/anno/ab, Folignano (AP) con 56,9 Kg/anno/ab, Ripe San Ginesio (MC) con 70,5 Kg/anno/ab Torre San Patrizio (FM) con 69,5 Kg/anno/ab.
Per quanto riguarda il premio “Ridurre si può nelle Marche”, inoltre, sono state valorizzate ben 8 realtà territoriali che si sono contraddistinte per azioni di riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e dello spreco alimentare. Hanno ricevuto il riconoscimento per la sezione  generale: Onlus Gulliver (recupero e riutilizzo indumenti, Pesaro); Cooperativa Sociale “Stella del mattino” (promozione di pannolini lavabili, Senigallia); comune di Fabriano (riduzione della produzione di rifiuti); per la sezione sullo spreco alimentare: Cosmari (“Fatti gli avanzi tuoi”); Montemarciano: riduzione dello spreco di cibo; Foodbusters (cibo avanzato da eventi, matrimoni, ristoranti); Associazione solidarietà in Vallesina Onlus (raccolta cibo avanzato, Maiolati Spontini); Magazzini Gabrielli (lotta allo spreco alimentare) e Associazione Quadrifoglio Fabriano Onlus (recupero di alimenti da distribuire ai meno abbienti). 

«Le Marche hanno tutte le carte in regola per giocare un ruolo da protagoniste nel panorama nazionale sul tema dei rifiuti, ma la strada da fare è ancora molta. - ha dichiarato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente Nazionale -. Per applicare concretamente il modello di economia circolare occorre infatti fare un passo ulteriore, partendo da quelle che sono le esperienze di successo ed estendendole a tutto il territorio regionale. Le azioni da mettere in campo sono definite: raccolta differenziata domiciliare spinta, il passaggio da tassa a tariffazione puntuale, adeguamento dell’impiantistica a servizio del recupero di materia, politiche di prevenzione efficaci e il trattamento dell’organico mediante digestione anaerobica e successivo compostaggio».

A questo proposito, l’EcoForum è stato anche l’occasione per parlare di ISAAC (Icreasing Social Awarness and ACceptance of Biogas and Biomethane), il progetto del programma HORIZON2020, promosso da Legambiente in collaborazione con CNR-IIA, Azzero CO 2, CIB e Chimica Verde, che si pone come obiettivo la rimozione delle barriere non tecnologiche che rappresentano dei limiti alla diffusione del biogas in Italia, una risorsa sostenibile dalle mille possibilità che in molte parti del territorio nazionale può trovare un terreno estremamente fertile ed in perfetta sintonia con i valori dell’economia circolare.

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«Riteniamo fondamentale, infine,- ha concluso Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche - il dialogo tra le A.T.A per arrivare ad una pianificazione integrata tra i diversi ambiti, e sviluppare una impiantistica a servizio dell’economia circolare che sia ponderata, sostenibile e commisurata alla produzione dei rifiuti marchigiani, condivisa tra più ambiti. Siamo convinti, infatti, che tutto questo rappresenti una straordinaria occasione per avviare cicli territoriali virtuosi e propositivi, un’opportunità reale dove può trovare spazio tutta la comunità marchigiana».

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