Quarto sabato di protesta per le Mascherine tricolori anconetane, idea manifestazione nazionale

“A quasi tre mesi di distanza dalla chiusura totale, ci sono milioni di italiani che ancora non hanno visto un euro" si legge nel volantino diffuso in tutte le piazze

Machere tricolori in piazza del Papa ad Ancona

Quarto sabato consecutivo di protesta per le Mascherine Tricolori. Da Nord a Sud, in quasi cento piazze italiane, hanno manifestato in modo pacifico contro le restrizioni del governo Conte e le misure economiche, a loro dire insufficienti, per far fronte alla grave crisi economica e sociale connessa all’emergenza sanitaria. Nonostante le difficoltà dovute alla presenza ancora parziale di restrizioni, in piazza ad Ancona c’erano almeno 30 partecipanti e, a livello nazionale, il prossimo obiettivo è l’organizzazione di una grande manifestazione a Roma. 

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“A quasi tre mesi di distanza dalla chiusura totale, ci sono milioni di italiani che ancora non hanno visto un euro - si legge nel volantino diffuso in tutte le piazze - Questo è inaccettabile. Siamo stanchi di sentire solo annunci da parte del governo, miliardi su miliardi che però restano solo sulla carta, “potenze di fuoco” che vivono solo nella fantasia di Giuseppe Conte. Milioni di lavoratori ancora non hanno visto i soldi della cassa integrazione in deroga, per non parlare delle centinaia di migliaia di autonomi a cui il bonus Inps non è arrivato! E i finanziamenti alle imprese? La maggior parte degli imprenditori non ha avuto accesso al credito. E il reddito di emergenza per disoccupati e persone in difficoltà? Ancora non si sa se, come e quando arriverà. Invece di regolarizzare 600 mila immigrati e pensare ai bonus per i monopattini, il governo dovrebbe mettere in campo risorse senza precedenti per salvare quei settori, come il turismo e la ristorazione, che rischiano letteralmente di scomparire. Nonostante la fase due, migliaia di attività non hanno riaperto. Serve il blocco degli affitti, la proroga della cassa integrazione e regole vere, ma che siano chiare e applicabili. E poi vogliamo sapere quale sarà il futuro dei nostri figli, come e quando riapriranno le scuole, se esiste una strategia, uno stanziamento di fondi. Qui si brancola nel buio, mentre il governo pensa solo a rendere perpetua la dittatura sanitaria e la limitazione della libertà, con il prolungamento dello stato d’emergenza fino a dicembre! Questo governo deve andare a casa e la parola deve tornare al popolo”.

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