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Foto di archivio

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Il fidanzato la picchiava ma lei per anni ha sempre negato, il padre: «Bugie sui suoi lividi»

La giovane ha tenuto segrete percosse e violenze. In Tribunale le testimonianze choc di lei e del padre. Lui, all'estero, continua la persecuzione sui social

Botte, sigarette spente sulla pelle, violenze di tutti i tipi. Nella giornata dell'8 marzo, Festa della Donna, a ricordarci un lato oscuro ancora dannatemente troppo spesso presente nei rapporti sentimentali tra uomini e donne, ci pensa il processo per stalking e lesioni personali a carico di un marocchino di 24 anni che, secondo le accuse, ha inferto alla fidanzatina, una jesina, violenze di ogni tipo nel corso della loro storia. Oggi in Tribunale sono comparsi lei e il padre di lei a testimoniare. La giovane ha ripercorso quell'incubo durato un paio di anni fatto di pugni, calci e percosse varie, talmente forti da procurarle ecchimosi sul corpo. In qualche caso il marocchino sarebbe arrivato a spegnerle addirittura sigarette sulla pelle: una volta sul polso, un'altra sulla guancia. Quando arrivava a casa e i genitori le chiedevano cosa si fosse fatta, la ragazza improvvisava scuse per coprire quel suo aguzzino travestito da innamorato. Raccontava di aver sbattuto in uno spigolo o di essere caduta a terra da sola.

I fatti risalgono al 2014. La notte di Capodanno del 2015, la svolta. Insieme vanno a festeggiare con amici in piazza. Litigano. Lui inizia, anche stavolta, a picchiarla. La porta a casa sua e le botte continuano. A dare l'allarme ci pensa la madre di lui. Chiamando al telefono il figlio sente le grida della ragazza al di là della cornetta. Appena mette giù, chiama subito i genitori di lei. «Correte, questa volta ve la ammazza questa figlia». Il padre allerta il Commissariato di Jesi e poi si fionda a casa di lui. Sul posto arriva anche una pattuglia della polizia. Finisce un incubo. La ragazza dedice di troncare la relazione e di denunciare il suo, a quel punto, ex. Che tuttavia non si dà per vinto e continua a insidiarla sui social. Lui, difeso dall'avvocato Annavittoria Banzi (foto in basso), nega le accuse. Al momento si trova in Marocco, espulso dall'Italia. Circostanza che ha fatto chiedere al suo difensore il non luogo a procedere del processo, vista l'impossibilità del suo assistito di essere presente alle udienze. Anche se non può entrare in Italia, attraverso Instagram, il 24enne continuerebbe però a molestare la sua ex su Instagram. 

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