Cronaca Centro storico / Via Francesco Podesti

Marche: sono gli stranieri le prime vittime della crisi economica

E' stato presentato stamattina il nuovo "Dossier Caritas sull'Immigrazione 2012". Nelle Marche in calo gli stranieri nel lavoro e aumentano nelle scuole

La popolazione immigrata nelle Marche, nel 2011, è diminuita rispetto all’anno 2010: è passata da 163 mila persone a 161 mila. Questo è il dato principale emerso nella conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, nella sede Caritas di Ancona, in cui è stato presentato il nuovo “Dossier statistico sull’Immigrazione 2012”. Hanno relazionato Emmanuele Pavolini (Università di Scienze Politiche di Macerata) e Gabriele Sospiro (esperto di politiche pubbliche e titolare del Circolo Africa), presenti anche Mons. Edoardo Menichelli e Mario Bettucci (Delegato regionale Caritas). Pavolini e Sospiro hanno spiegato come oggi sia importante sfatare il mito secondo cui l’immigrato è un costo per il nostro paese: dati alla mano, nel 2011, gli stranieri sono stati supportati per un costo di 11,1 miliardi di euro, ma hanno contribuito ad un beneficio di 12,8 miliardi in termini di contributi previdenziali e gettito fiscale.

Meno stranieri nelle Marche dunque. Ma cosa c’è dietro questo dato? Il sociologo Pavolini ha spiegato che nelle Marche, dove è presente il modello economico-industriale dei distretti, la manodopera straniera è molto alta e, in questi ultimi anni, abbiamo anche assistito ad un fiorire di piccole imprese del tessile, servizi e manifatturiero con manodopera e titolari stranieri. Nelle Marche dunque gli immigrati si sono integrati benissimo nel tessuto della piccola e media impresa e se si pensa che la crisi ha colpito e sta colpendo maggiormente proprio queste attività, la lettura del calo degli stranieri diventa di immediata comprensione.

Una lettura che diviene ancora più chiara se si pensa ad Ancona, dove l’etnia che più di tutti sta pagando la crisi economica è quel Bangladesh. Gabriele Sospiro ha infatti spiegato che la comunità bengalese era la più presente nelle aziende a cui erano state appaltate varie commissioni per la Fincantieri.

Un altro dato che caratterizza la nostra regione è l’aumento delle iscrizioni scolastiche da parte degli stranieri, in particolare nella fascia dell’infanzia. Come si spiega questo incremento, in contrasto con il dato precedente? Non c’è una risposta netta, ma il Prof. Pavolini ha spiegato come sia verosimile che “coloro che se ne stanno andando dalle Marche, non sono persone radicate da molti anni sul territorio”.

Quel che è certo è che, nella nostra regione, la popolazione immigrata è molto presente in diversi settori economici e lavorativi e questo calo non è un segno positivo. Si pensi al settore terziario e al welfare sociale,  “Se con una bacchetta magica potessimo far sparire la popolazione immigrata nelle Marche – ha detto Pavolini – collasserebbe il nostro sistema socio-sanitario”.
 

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