«Politica disinformata, mi auguro che Ancona sappia accogliere Gratteri come merita»

A parlare è l’avvocato anconetano Laura Versace, che ha conosciuto Nicola Gratteri circa 15 anni fa e tutt'ora lo conosce personalmente

L'avvocato Laura Versace

«Tante volte mi capita di parlare con persone che vivono ad Ancona e mi riportano le sue parole sentite a questo o a quel convegno e che mi chiedono ripetutamente di informarli quando tornerà ancora perché vogliono venire a sentirlo. Non è forse questo un segnale del fatto che Gratteri ha saputo entrare nel cuore ma soprattutto nella testa di noi anconetani? Io, personalmente, conoscendolo e avendo avuto molti contatti con lui negli anni, non posso che ringraziarlo per averci dedicato il suo tempo libero (che ho visto con i miei occhi essere davvero poco) e averci trasmesso la sua passione e i suoi valori. E mi auguro che la nostra città sappia accoglierlo con riconoscenza e sappia sfruttare al meglio l’opportunità di averlo come nostro concittadino». 

A parlare è l’avvocato anconetano Laura Versace, che ha conosciuto Nicola Gratteri circa 15 anni fa, quando era andata ad un convegno dove partecipava anche lui e le era stato presentato. Era una studentessa universitaria all’epoca e gli ha riferito che studiava giurisprudenza, era di Ancona, ma le interessavano molto i temi da lui trattati. Così il pm le ha dato la sua mail e le ha detto di scrivergli nel caso avesse voluto presentare una tesi di laurea sulla ‘ndragheta.

«Arrivato il momento di scrivere la tesi, gli ho scritto e mi ha subito risposto e offerto tutta la sua disponibilità e il suo aiuto. Risultato? Per tutta un’estate mi ha fissato incontri con polizia giudiziaria, civili, insegnanti, giornalisti per fare loro interviste e raccogliere elementi concreti sulla ‘ndragheta, una mafia silente che ha messo i propri tentacoli in tutto il mondo e probabilmente anche da noi. Il 15 agosto è stato tutto il giorno con me a riguardare quello che avevo raccolto e a rispondere a tutte le mie domande. Mi ha sempre detto che quando può dedica il tempo ai giovani perché sono loro il futuro». 

Come ha accolto la spaccatura della politica sulla proposta di cittadinanza onoraria per Gratteri? «L’opposizione alla nomina di Gratteri perché non avrebbe legami con il territorio anconetano, la vedo come una scelta “inconsapevole” basata sulla disinformazione. Quando un magistrato che dedica la sua vita al lavoro, occupa il suo poco tempo libero, togliendolo alla sua vita privata, per venire più volte nella nostra città e lo regala ai nostri giovani e alla nostra cittadinanza, arricchendoci e sensibilizzandoci sulle importanti tematiche suddette, come possiamo dire che non abbia importanti legami con Ancona? Ritengo, tra l’altro, che non si debba guardare solo alla quantità di manifestazioni cui ha partecipato il magistrato ad Ancona (che in ogni caso sono numerose), ma anche e soprattutto alla qualità dei suoi contributi che sono stati dati alla nostra città».

Quindi Gratteri non è neanche così estraneo al capoluogo dorico. «Più volte è venuto ad Ancona, ha scelto la nostra città per partecipare a incontri e convegni proprio su queste tematiche; il primo che io ricordi risale al 2009.  Alcuni li  abbiamo fatti insieme. Quello che ricordo con grande emozione è quello del 2012 (di due giornate), in cui una mattina abbiamo parlato a centinaia di studenti nell’aula magna di Ingegneria: un abile oratore che sa entrare nel cuore e nella testa dei ragazzi, non volava una mosca e non è facile con così tanti adolescenti. Ricordo che ci teneva molto a questa giornata, perché diceva che la testa di un ragazzo può ancora cambiare ed essere educata alla legalità. Poi stando in Calabria un’estate intera a contatto con lui ho visto che vita che fa: non si ferma mai, lavora sempre, crede in quel che fa e il poco tempo che gli rimane libero lo dedica a informare l’opinione pubblica e a parlare con i ragazzi, educandoli e sensibilizzandoli alla legalità».

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Eppure gli anconetani e i marchigiani in generale percepiscono le mafie come un problema poco tangibile e lontano ai loro più immediati bisogni. «La ‘ndrangheta è una mafia invisibile, ci cammina accanto e nemmeno ce ne accorgiamo, soprattuto in luoghi come la nostra città, che è sicuramente una zona appetibile per la mafia, anche per la sua posizione geografica. L’ informazione è uno degli strumenti per poter combattere sia la mafia sia la delinquenza in generale e proprio per questo Gratteri ha deciso all’epoca di aiutare una studentessa anconetana a scrivere sulla ‘ndragheta. Io, da parte mia, gli ho promesso che se fossi diventata avvocato avrei “ricambiato il favore” e avrei dedicato parte del mio tempo ad andare nelle scuole anconetane a parlare di legalità; promessa che poi ho mantenuto».

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