Maiolati Spontini, palpeggiò una dottoressa in guardia notturna: condannato

Per la difesa si sarebbe trattato di un unico palpeggiamento, terminato subito dopo il rifiuto della donna. Un fatto da riconsiderare per la sua gravità e che non sarebbe mai potuto essere analizzato coma una delle più gravi violenze sessuali

Si presentò dopo le 21:30 alla guardia medica dove c’era soltanto lei: una giovane dottoressa che, dopo esser stata sotto scacco del suo sguardo libidinoso, venne palpeggiata dal paziente. Si tratta di Daniel Tomasz Kruk, 30 anni di origini polacche, riconosciuto colpevole di violenza sessuale e condannato alla pena di 2 anni di reclusione. Una condanna minore rispetto alla richiesta del pm Giovanna Lebboroni che aveva avanzato la richiesta di condanna di 5 anni e 7 mesi, se non altro per il comportamento recidivo dell’imputato, già gravato da precedenti simili. Ma il collegio dei giudici, presieduto dalla toga Francesca Grassi, ha condannato Kruk a 2 anni, probabilmente facendo pesare l’attenuante della minore entità del tipo di violenza sessuale.

I FATTI. Quella sera del 27 giugno 2014 Kruk si presentò alla guardia medica di Moie di Maiolati Spontini in stato di evidente ebrezza con una ferita alla mano. La giovane dottoressa cercò di spiegargli di quella ferita doveva essere curata al Pronto Soccorso, ma per il polacco non ci furono ragioni e la dottoressa, da quel momento, fu in balia dell’uomo. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il polacco, mentre il camice bianco preparava la medicazione e rispondeva alle continue chiamate dei pazienti, iniziò a fissare la donna con insistenza sulle sue parti intime. Uno sguardo fisso capace di terrorizzare la ragazza, resasi conto di essere sola nel palazzo, di notte e in compagnia di un uomo ubriaco. Alla fine l’imputato agì. All’ennesima telefonata, la dottoressa si appoggiò alla scrivania per rispondere ed è lì che lui la palpeggiò pesantemente sulle natiche più volte. La vittima allontenò il polacco d'istinto, minacciando di chiamare i carabinieri. Una reazione che comunque sortì i propri effetti dato che il 30enne si fece indietro tornando al suo posto. 

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Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Elisa Gatto, non si sarebbe trattato di un unico palpeggiamento, terminato subito dopo il rifiuto della donna. Un fatto da riconsiderare per la sua gravità e che non sarebbe mai potuto essere analizzato coma una delle più gravi violenze sessuali. Dunque condannato, ma a 2 anni. Una sentenza che consentirà a Kruk di uscire dal carcere, dove era recluso come misura di custodia cautelare proprio a seguito di questo episodio. 

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