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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cronaca

All’ospedale di Torrette nascono i gruppi di supporto psicologico per gli operatori sanitari. In due anni 600 partecipanti

Il periodo di forte stress dovuto alla pandemia ha fatto emergere la necessità di creare momenti di ascolto e di supporto psicologico per il personale ospedaliero. Il servizio, inaugurato dalla Sosd di Psicologia Ospedaliera di Torrette, dal primo al secondo lockdown ha avuto un incremento di richieste del 4,8%

ANCONA - Il cambiamento repentino e l’adattamento immediato richiesto, i tanti interrogativi sulla propagazione e la durata della pandemia, le morti continue. Sono state come tante picconate alla stabilità psicologica del personale sanitario che nei mesi terribili della pandemia hanno occupato le postazioni in prima linea. Nonostante la grande professionalità e la freddezza dimostrata nella cura e l’assistenza del paziente, non sono mancati crolli importanti che hanno portato la Sosd di Psicologia Ospedaliera dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, di cui è direttore la dottoressa Oriana Papa, ad istituire un servizio di ascolto e supporto psicologico rivolto esclusivamente al personale ospedaliero. «In quel periodo ci siamo dovuto reinventare - spiega la dottoressa Papa - così abbiamo cominciato a lavorare in piccoli gruppi per le sedute di ascolto». E da lì è partita una nuova esperienza proseguita fino ad oggi e che si sta completando in maniera ancora più strutturata.

I dati

Il servizio ha avuto il suo principio all’interno dell’ospedale di Torrette proprio durante il primo lockdown. «All’inizio le sedute di gruppo si svolgevano online, poi in presenza - racconta la dottoressa Papa - con cadenza quindicinale o settimanale a seconda dei gruppi». In alcuni il focus era terapeutico, in altri più semplicemente conoscitivo. Fatto sta che complessivamente, in due anni, sono stati 600 i partecipanti ai gruppi. «Più che altro infermieri - sottolinea la direttrice della Sosd di Psicologia - perché tra i medici è diffuso un certo orgoglio che li porta a non mostrare una normale fragilità umana, soprattutto in un periodo come il primo anno di pandemia dove abbiamo avuto un incremento del 4,8% di partecipanti ai gruppi tra il primo e il secondo lockdown». Poi l’argine, in parte, è stato abbattuto. «Successivamente ha cominciato ad affacciarsi anche qualche medico - riprende la dottoressa - ma sono ancora pochi». 

La giornata formativa

A testimonianza dei risultati raggiunti, la Sosd di Psicologia Ospedaliera ha indetto una giornata formativa che si è tenuta lunedì scorso nell’aula Mataloni del pediatrico Salesi, dove peraltro a partire dal 2023 verrà istituito lo stesso servizio. Il tema: “La cura del gruppo: affrontare gli eventi avversi nel gruppo istituzionale”. Nel corso dell’incontro sono stati trattati temi connessi all’esperienza psico-affettiva vissuta dal personale dell’ospedale di Torrette durante la pandemia. Si è fatto quindi riferimento ai risultati di un’indagine aziendale promossa e condotta anonimamente online dalla stessa Sosd di Psicologia Ospedaliera a giugno 2020 e febbraio 2021 (380 intervistati), in seguito ai due principali periodi di lockdown nazionale, al fine di esplorare gli effetti acuti e cronici sperimentati dai lavoratori a fronte dell’emergenza pandemica, con i potenziali vissuti traumatici ad essa associati. I risultati emersi sono stati approfonditi nei termini delle risorse di coping gruppale e quindi rispetto alla possibilità del gruppo di adattarsi al trauma, oltre che in merito ai possibili esiti di disagio e malessere all’interno dei contesti istituzionali, guardando al gruppo di lavoro in ambito sanitario come luogo di possibile cura sulla base delle relazioni che lo fondano.

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