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Francesca Berrè

Francesca Berrè

Movida, Berrè: «Flessibilità e apertura per attrarre giovani, ma il Comune deve fare di più»

L’organizzatrice di eventi spiega le difficoltà nel gestire e organizzare eventi ad Ancona. La soluzione è quella di tessere una rete molto più flessibile tra amministrazione pubblica e privati

L’organizzatrice di eventi Francesca Berré spiega quali sono le tante difficoltà nel gestire e organizzare eventi ad Ancona. La soluzione è quella di tessere una rete molto più flessibile tra amministrazione pubblica e privati. In questo modo i giovani torneranno a ballare in centro città. Ma si può parlare di “movida” ad Ancona? «Direi che, nei limiti del possibile, cerchiamo di realizzare qualcosa per i giovani - spiega la promoter dorica - Certo, non possiamo paragonarci a Senigallia o Civitanova, dove ogni sera ci sono decine di eventi, ma cerchiamo di fare il massimo. La nostra città purtroppo è arroccata, le persone non sono molto aperte alle novità e serve tanta elasticità per creare iniziative vincenti e per gestire un locale. Poi ci sono i problemi legati alla burocrazia, alla sicurezza che, ad oggi, è un elemento fondamentale che non può essere trascurato e, non da ultimo, ci sono le scarse location: Ancona è un po’ a corto di luoghi adatti a far festa». 

Dunque si può fare qualcosa per proporre una prospetiva più allettante. «Quest’estate, con gli aperitivi sulla terrazza del Passetto, siamo riusciti ad attirare molti giovani, anche da fuori città. I ragazzi ci hanno detto che non si aspettavano una città così bella e una vista così suggestiva. Erano felici di visitare un luogo nuovo e inaspettato. Quindi c’è da dire che le potenzialità ci sono, bisogna fare molto di più per sfruttarle e l’amministrazione a mio avviso può e deve lavorare di più in questo senso». 

E iresidenti sono un problema? «Sappiamo tutti che i residenti sono un altro fattore “anti-movida”. Bisogna sempre saper mediare: è importante l’attenzione alle persone che vivono in quel posto, ma è altrettanto fondamentale riuscire a trovare una quadra su orari di apertura e chiusura dei party. Nel caso del Passetto abbiamo trovato la combinazione perfetta, così sono riuscita ad attrarre un pubblico adulto con degli aperitivi con musica molto piacevoli. Il problema sorge quando si vuol fare qualcosa per i più giovani che sono meno disposti ad anticipare gli orari di apertura e chiusura delle feste». Alle fine una soluzione c'è e si può trovare. «Sì, si può, ma bisogna creare una sinergia di forze ed essere più flessibili. Ad esempio in molte città marchigiane l’amministrazione comunale offre un “bonus di serate” dove si può sforare l’orario notturno tenendo la musica fino alle quattro del mattino. Già questo potrebbe essere un buon incentivo, perché no. Partiamo dal presupposto che l’anconetano non fugge dalla sua città per partito preso, ma frequenta le feste dove effettivamente c’è gente. Quindi non ci resta che realizzare iniziative volte a farlo rimanere, anche e soprattutto nei weekend». 

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