Voleva aggiustare la serranda, è morto così il vigile del fuoco: per spirito di abnegazione

Sul fatto stanno indagando gli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Ancona che, guidati dal capo Carlo Pinto, da ieri sera sono al lavoro per capire cosa possa essere successo di preciso

Cristiano Lucidi

Aveva smontato il turno. Era negli spogliatoi con il collega e si stava cambiando prima di lasciare la caserma per tornare a casa. Per tornare dalla moglie e dai suoi figli di 10 e 14 anni. La sua famiglia, quella raffigurata nelle foto attaccate nell’armadietto che ieri, intorno alle 20, ha chiuso prima di andare al 3° piano del palazzo di via Bocconi. C’era da riparare una serranda al comando dei vigili, una di quelle avvolgibili. Non se ne era mai occupato nessuno e così ha deciso di pensarci lui mentre il collega lo aspettava nel piazzale, davanti all’ingresso della rimessa degli automezzi. Si è sporto fuori dalla finestra ed è caduto. E’ morto così Cristiano Lucidi, il vigile del fuoco di 47 anni deceduto ieri sera dopo un volo di diversi metri dalla caserma di Vallemiano. E’ morto per spirito di sacrificio. Per quella abnegazione che è genetica nell'animo di chi, nella vita, indossa la divisa del vigili del fuoco.

Sul fatto stanno indagando gli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Ancona che, guidati dal capo Carlo Pinto, da ieri sera sono al lavoro per capire cosa possa essere successo a Cristiano Lucidi. Ma col passare delle ore sembra ormai certo si sia trattato di una tragedia. E’ proprio a seguito di un sopralluogo e dalle numerose testimonianze rese dai dipendenti del Comando presenti sul luogo del fatto, che gli inquirenti si sono convinti di come Cristiano sia morto per un incidente. Una fatalità. Infatti il pompiere di lungo corso, per aggiustare quella serranda, sarebbe salito sul davanzale della finestra, sporgendosi oltre il vuoto. Un vuoto che spaventerebbe chiunque. Non un vigile del fuoco. In quel momento qualcosa è andato storto. Forse Cristiano è scivolato, forse ha perso l’equilibrio. Di sicuro è caduto, schiantandosi sul tetto della rimessa dei mezzi di servizio. Quando sono arrivati i soccorsi Cristiano respirava ancora. Una corsa folle in ospedale fino alla Sala Emergenze del Pronto Soccorso dell’ospedale di Torrette, dove però il cuore del 47enne ha smesso di battere. Cristiano Lucidi è morto poche ore dopo per una tragica fatalità. Perché doveva mettere in sicurezza la serranda di un bagno. Doveva fare il suo dovere. 

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Chi era Cristiano Lucidi 

Nato nel 1971 ed entrato nel Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco nel 1997 ha prestato servizio a Varese, Bologna e Rimini per arrivare ad Ancona nel 2004. Uomo di grande senso del dovere e pieno di energie che trasmetteva costantemente ai colleghi con quella carica umana che contraddistingue ogni vigile del fuoco. La sua passione per la meccanica ed i motori e le ampie competenze in materia lo hanno portato da oltre due anni ad essere nominato Capo autorimessa provinciale con l’incarico di assicurare il funzionamento di oltre 200 automezzi. Oltre alla partecipazione agli ordinari intervento di soccorso è intervenuto in tutte le calamità nazionali degli ultimi anni. Risiedeva a Marina di Montemarciano, lascia due figli minori e la moglie attorno ai quali in questi momenti tutto il personale dei vigili del fuoco si stringono con un forte sentimento di vicinanza e solidarietà.

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