Infermiera e volontaria di Croce Rossa, dedicò la vita al prossimo: è morta Laura Galeazzi

Laura Galeazzi era una stimata infermiera che aveva ricoperto il ruolo di caposala al reparto di Dermatologia dell'ospedale regionale. Mercoledì mattina è prevista la camera ardente all'obitorio di Torrette

Laura Galeazzi con la divisa della Croce Rossa

Aveva dedicato la sua vita al prossimo. Prima come infermiera nei reparti d’ospedale e poi come volontaria della Croce Rossa. Instancabile e da sempre impegnata nel sociale, ad un certo punto della sua vita ha dovuto fare i conti con la diagnosi di quella malattia che, circa 20 giorni fa, si è aggravata, costringendola al ricovero in un letto d’ospedale a Torrette. Lì, dove questa mattina il suo fisico si è dovuto arrendere e il cuore ha smesso di battere. E’ morta così Laura Galeazzi, 66 anni di Ancona, stimata infermiera che in passato aveva anche ricoperto il ruolo di caposala al reparto di Dermatologia dell’ospedale regionale, a fianco del Prof. Bossi e della Prof.ssa Ofidani. Laura Galeazzi lascia una sorella con la quale condivideva un appartamento al centro di Ancona. La città dove si è sempre spesa a favore del prossimo. Chi l’ha conosciuta la ricorda come una persona riservata, amante dei gatti e del gioco del burraco. Non solo infermiera, con alle spalle una lunga carriera tra i reparti e l’emergenza del Pronto Soccorso. Chi l’ha conosciuta, la ricorda come una donna in prima linea nel prendersi cura dell’altro sotto diverse vesti, senza mai lesinare energie e tempo. Su tutte la Croce Rossa di Ancona. «Siamo addolorati per la mancanza di una nostra iscritta che il destino ci ha portato via in maniera così inaspettata» ha commentato il Presidente della Cri di Ancona Gianfranco Buchi. Ma oggi è in lutto tutta l’associazione, che, tramite la sua pagina Facebook, ha espresso il proprio cordoglio:

Laura Galeazzi si era avvicinata alla Croce Rossa dopo essere stata a lungo vicino alla madre malata. Così l’infermiera anconetana, al di là della professionalità con cui vestiva il camice ospedaliero, si era avvicinata anche al mondo del volontariato. E così il 14 marzo del 2008 diventò una donna di Croce Rossa, vestendo quell’uniforme rossa come un seconda pelle. Di recente si era data da fare come “simulatrice”: chi simula di essere affetto da una patologia per favorire l’addestramento del personale interno. Alla fine però la malattia è arrivata davvero e se l’è portata via prima di quanto si pensasse. Ad alcuni resterà il cruccio di non averle potuto dire addio, ma Laura Galeazzi resterà nell’impegno civico dimostrato in quasi 10 anni di Croce Rossa. «La cosa più importante è che Laura era uno di quei volontari capace di dare sempre il mesglio di sé - ha detto la volontaria Cri Lucia Sabbatini - In un mondo, quello del volontariato, dove a volte c'è anche chi cerca una propria affermzione personale, lei è sempre stata umile, disponibile, col sorriso e aperta a dare una mano in ogni modo possibile». Domani mattina è prevista la camera ardente all’obitorio di Torrette. 

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