Addetta alle pulizie stroncata dal Covid, i figli: «Indagate sulla casa di cura»

Secondo i familiari, la sessantenne si sarebbe ammalata nella struttura in cui lavorava: depositato un esposto in Procura

Foto di repertorio

Ha combattuto contro il Covid per oltre due mesi, ma alla fine ha vinto lui, il nemico invisibile. Adesso, però, i figli vogliono vederci chiaro: sospettano che ad ucciderla sia stato un contagio avvenuto nella casa di riposo in cui lavorava come addetta alle pulizie. Per questo, mediante l’avvocato Angelandrea Cecere, hanno depositato un esposto alla Procura di Ancona in cui chiedono che si indaghi per far luce sulla morte della loro madre, una 60enne residente a Castelfidardo, avvenuta il 24 maggio scorso, circa 70 giorni dopo il ricovero disposto dal 118 in data 14 marzo.

La donna non soffriva di altre patologie ed è stata una delle ultime vittime marchigiane del Covid. I sospetti nascono dalle confidenze fatte dalla donna ai familiari, nei primi giorni di marzo: aveva raccontato che diversi pazienti della struttura in cui prestava servizio si erano ammalati e gli addetti erano venuti a contatto con alcuni di loro che presentavano sintomi evidenti da Coronavirus. La 60enne, che si occupava nello specifico di pulizia delle camere e del servizio di lavanderia, ha cominciato a star male il 14 marzo, quando è tornata a casa con un febbrone a 39° e un forte attacco influenzale. Prima si è sottoposta a una cura a base di tachipirina, come suggerito dal medico di famiglia. Ma quando, due giorni dopo, la situazione invece di migliorare stava peggiorando, ha contattato il 118 che, nella visita domiciliare, ha riscontrato, da un primo esame clinico, un principio di polmonite. Nel corso della stessa giornata le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate, al punto che, al secondo intervento, il personale del 118 ha disposto il ricovero a Torrette, nel reparto Covid della rianimazione.

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Da quando è entrata all’ospedale, la paziente non ha più potuto rivedere i suoi cari: è spirata il 24 maggio, dopo oltre due mesi di agonia e cure purtroppo inutili. Ora la famiglia invoca giustizia e chiede alla magistratura di indagare per verificare se nella casa di cura in cui la 60enne lavorava siano state rispettate tutte le misure per prevenire la diffusione del contagio: in quella stessa struttura, infatti, si sono ammalati e purtroppo sono deceduti diversi anziani. I figli della donna e il suo compagno sospettano che abbia contratto il virus nell’ambiente lavorativo e non in quello domestico, dal momento che loro sono risultati tutti negativi al tampone, ma per sicurezza si sottoporranno anche al test sierologico. 

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