Marche, piano per la messa in sicurezza di fiumi e corsi d'acqua

Il piano, definito dalla Regione Marche con il supporto del Consorzio di Bonifica, si basa su un progetto riguardante i rischi di esondazione dei principali corsi d'acqua nei territori dell'anconetano

Foto di repertorio

Fiumi, è stato presentato ieri mattina in videoconferenza stampa il progetto di messa in sicurezza dei principali corsi d'acqua dell'anconetano e del maceratese. Il piano, definito dalla Regione Marche con il supporto del Consorzio di Bonifica, si basa su un progetto riguardante i rischi di esondazione dei principali corsi d'acqua nei territori dell'anconetano e del maceratese nei Comuni di Castelfidardo, Falconara Marittima, Senigallia, Osimo, Morrovalle e Montecosaro. Sono coinvolti il fosso Rigo a Montecamillone di Castelfidardo, i fossi San Sebastiano, Cannettacci e Rigatta ed il canale della Liscia a Castelferretti di Falconara Marittima, il Misa a Senigallia, i fossi Offagna, San Valentino e Rio Scaricalasino ad Osimo nel bacino del fiume Aspio, il torrente Trodica ed i fossi Bagnolo e Fontanelle a Morrovalle e Montecosaro. Complessivamente si parla di investimenti per oltre 50 milioni di euro dei quali la metà già finanziati: 22 progetti allo stato esecutivo di cui tre già cantierati e due appaltati.

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«Una grande squadra per la lotta al dissesto idrogeologico- spiega il presidente della Regione, Luca Ceriscioli-. Con grande attenzione abbiamo tracciato un segno sul concetto di prevenzione, l'attività fatta per curare il territorio prima che si ferisca. Oggi abbiamo raccontato nuovi manufatti, ponti, attraversamenti, dragaggi, un enorme cantiere composto da centinaia di opere che hanno impegnato la Regione e dove ognuno ha contribuito con capacità tecnica per garantire risultati. Risorse che oltre a scongiurare allagamenti, interruzioni di strade o dell'aeroporto, si trasformano in lavoro e giovamento per le famiglie marchigiane». Il principale elemento di novità, secondo il governatore marchigiano, é dovuto al fatto che non si procede più con interventi spot ma con un piano organico di interventi già progettati. «Grande lavoro - spiega il presidente del Consorzio, Claudio Netti- un cambio di passo diretto in maniera esemplare, una squadra che funziona per la lotta al dissesto».

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