La cultura è essenziale, venerdì presidi in tutta Italia: manifestazione anche ad Ancona

A scendere in piazza lavoratrici e lavoratori del mondo dello spettacolo, contro le restrizioni decise dal Governo per far fronte all'emergenza sanitaria

Una manifestazione contro le chiusure - foto di repertorio

«Questo settore ha pagato duramente la crisi, é stato chiuso prima di tutti e sappiamo già che il 2021 sarà un lungo deserto da attraversare». La denuncia arriva da Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil, che insieme a Fistel Cisl e Uilcom ha organizzato per il 30 ottobre presidi in tutta Italia, una manifestazione chiamata “L'assenza spettacolare": a scendere in piazza lavoratrici e lavoratori del mondo dello spettacolo, contro le restrizioni decise dal Governo per far fronte all'emergenza sanitaria (GUARDA IL VIDEO). Tra le varie città d’Italia anche Ancona con appuntamento alle ore 10 in piazza del Papa. 

«Dobbiamo sostenere le imprese e i lavoratori- ha detto Bizi all'agenzia Dire- Bisogna uscire dalla logica di indennità che tra l'altro non arrivano, dare contribuiti certi alle imprese. E poi vogliamo chiedere che si instauri un tavolo permanente con tutti i soggetti rappresentativi, in cui affrontiamo tutti i temi. Questo non é stato fatto fino ad ora. E poi c'é il tema delle Fondazioni liriche, abbiamo bisogno di avere un contratto, sono senza dal 2006, e abbiamo bisogno che venga attuata la Legge Bonisoli, che prevede stabilizzazione all'interno delle Fondazioni, con la definizione delle piante organiche». Bizi ha parlato di «lavoratori non stablizzati che hanno pagato duramente la crisi e che su di loro ha pesato più di altri e sicuramente resteranno senza lavoro, non verranno chiamati».

Per questo «chiediamo sostegno ai lavoratori, dobbiamo dare sostegno alle imprese, non tutte sono state coperte. Dobbiamo coprire un settore, un mondo difficile, che lo stesso ministero non conosce». Il futuro prossimo non sarà dei migliori secondo Bizi: «Nel 2021 non avremo nulla, c'é già un lockdown. Ripartiamo dove possibile. Questo nasca da una discussione che il ministero avvia, non si può lasciare tutto alle Regioni». Per quanto riguarda i presidi, «rispetteremo tutte le disposizioni. Sappiamo che in Liguria il governatore impedirà di fare manifestazioni. Consegneremo ai Prefetti un documento unico. Cercheremo di coinvolgere le città che non potranno manifestare fisicamente». 

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