Cronaca

9 dicembre, la protesta continua: annunciati presidi e cortei

Anche oggi, davanti alle Muse, i manifestanti hanno esposto striscioni e cartelli contro il Governo, l'Europa e le tasse. Domani previsti altri due cortei autorizzati

Il presidio di ieri notte all'Ikea (Dalla pagina Facebook Coordinamento 9 dicembre, foto Luca Borroni).

Altro giorno di protesta per il Coordinamento 9 dicembre, altro presidio davanti il teatro delle Muse, dalle 8 alle 20. Anche oggi i manifestanti hanno esposto striscioni e cartelli contro il Governo, l'Europa e le tasse. Ieri pomeriggio un centinaio di persone ha aderito alla protesta pacifica. Molte si sono ritrovate alla rotatoria dell'Ikea, nonostante il freddo della notte. La scelta è ricaduta proprio su quella rotonda perché da lì passano le merci per i centri commerciali. Il traffico però non è stato bloccato. Semprìpi, i manifestanti hanno presidiato i caselli autostradali di Ancona, San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio e Civitanova Marche senza creare particolari problemi alla circolazione.

I  cosiddetti “Forconi” quest'oggi avrebbero voluto incontrarsi alla rotatoria dell'Ikea, ma per presidiarla aspettano di ricevere i permessi. Il gruppo punta a crescere e chiama a raccolta tutti i cittadini che vogliono esprimere il loro malcontento.

Domani intanto si svolgeranno due cortei pacifici ed autorizzati, uno la mattina e uno il pomeriggio con lo scopo di informare, sensibilizzare e di fare volantinaggio. La mattina, il percorso andata e ritorno, prevede partenza alle ore 10:00 da piazza Roma, in centro ad Ancona. Poi il corteo si snoderà in pazza della Repubblica, Corso Stamira, Piazza Cavour e Corso Garibaldi.  Il pomeriggio, partenza alle ore 17:00 da piazza Roma, poi proseguirà per piazza della Repubblica, via 29 settembre, piazza Italia e corso Carlo Alberto. I partecipanti al corteo "Marche- Ancona" dovranno portare cartelloni e lenzuola con citazioni inerenti la Costituzione, proposte per il prossimo Governo, immagini non volgari e violente, bombolette spray, fischietti, trombe, megafoni, bandiere italiane e volantini. Non è ammessa alcuna violenza sia essa fisica o verbale.

“Ribellarsi è un dovere” comunicano dal Coordinamento “precari, disoccupati, pensionati, lavoratori di ogni settore, studenti, madri e padri si fermano per riprendersi la sovranità popolare sancita dalla Costituzione Italiana contro la globalizzazione che ha sterminato il lavoro e i sacrifici di una vita, contro l’Euro e questo modello di Europa, per riappropriarsi della democrazia, per difendere la loro dignità e quella dei loro figli. Per questo, ribellarsi contro queste ingiustizie è dovere di tutti”.

Per informazioni: https://www.facebook.com/groups/428137290621120/?fref=ts
 

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