l Made in Italy su tutto il cibo è legge, il plauso di Coldiretti: «Passaggio epocale»

Una legge a tutela della salute pubblica, della trasparenza nei confronti dei consumatori e in favore di chi produce cibo italiano di qualità

Conoscere da dove arriva la frutta contenuta nei succhi o nelle marmellate. Oppure la carne utilizzata per salami, prosciutti e altri insaccati. Sembra un’ovvietà ma così, fino a ieri, con solo un cibo tracciato su quattro sullo scaffale, non era. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti è diventato una realtà e Coldiretti, che da almeno 15 anni porta avanti questa battaglia, non può che esultare alla notizia dell’approvazione anche alla Camera di questa misura contenuta nel Dl Semplificazioni. Una legge a tutela della salute pubblica, della trasparenza nei confronti dei consumatori e in favore di chi produce cibo italiano di qualità grazie alla possibilità di distinguersi da prodotti che arrivano dall’estero, soprattutto da Paesi che hanno legislazioni molto più permissive su, ad esempio, l’uso di fitofarmaci dannosi alla salute o pratiche illegali come lo sfruttamento del lavoro minorile.

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Resta sempre aperto il fronte europeo dove Coldiretti, insieme ad altre associazioni agricole dei Paesi membri, chiede all’Ue di estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti nell’Unione Europea. Servono 1 milione di firme da consegnare entro l’autunno di questo anno. Nelle Marche, Coldiretti, attraverso i suoi uffici di zona ma soprattutto i suoi agriturismi e i mercati di Campagna Amica ha già raccolto 13mila firme. "Un passaggio epocale che rende giustizia ai 15 anni di battaglia solitaria che Coldiretti ha fatto nella volontà di una maggiore trasparenza della filiera e al desiderio dei cittadini che esigono l'indicazione di origine di ciò che acquistano - commenta da Coldiretti Marche, la presidente Maria Letizia Gardoni - Questo posizionamento rende l'Italia pioniera in Europa ed è per questo che continuerà con ancora più fermezza la nostra raccolta firme affinché la Commissione europea prenda la decisione di rendere universalmente obbligatoria l'etichettatura di origine in tutti i paesi membri”.  

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