Il Mit vince il round in Appello, recuperati 800 milioni di Edoardo Longarini

La deputata Agostinelli (M5S), Duca e il senatore Coltorti: «Sembrava tutto perduto, ora gli italiani possono contare su soldi non dovuti e non pagati»

L'imprenditore Edoardo Longarini

L’ultimo round di una diatriba infinita è andato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: la Corte d’Appello di Roma, dopo l’annullamento dell’arbitrato deciso dalla Cassazione, ha dato ragione al Mit nell’ambito del mancato affidamento ad Edoardo Longarini, re dell’edilizia ed ex patron dell’Ancona Calcio, di alcune opere per la ricostruzione post bellica del capoluogo dorico, consentendo così «il recupero al bilancio dello Stato di circa 800 milioni in precedenza pignorati all’imprenditore in forza di lodi arbitrali che ora vengono riconosciuti come nulli». La battaglia giudiziaria, che va avanti da un ventennio, aveva conosciuto una tappa fondamentale nel 2012 quando al titolare di Adriatica Costruzioni un lodo arbitrale aveva riconosciuto un indennizzo di 1,2 miliardi di euro, arrivati quasi a 2 con interessi e spese legali. Ma nel 2017 la Cassazione aveva annullato tutto, respingendo l’ultimo ricorso di Longarini.

Ora la sentenza della Corte d’Appello fa felici soprattutto la deputata M5S Donatella Agostinelli e l’ex deputato Eugenio Duca che insieme al senatore Mauro Coltorti intervengono sulla questione con una nota. «Solo pochi anni fa sembrava tutto perduto - scrivono -, con un lodo arbitrale, a nostro avviso ingiusto, che indennizzava Longarini per l’iperbolica cifra di 1,9 miliardi di euro per la revoca della concessione del piano di ricostruzione di Ancona, al tempo affidatagli senza gara e successivamente revocatagli a norma di legge. Grazie al lavoro della deputata M5S Donatella Agostinelli, assieme all’ex deputato Eugenio Duca, erano state messe a nudo e portate all’attenzione dell’opinione pubblica con interrogazioni parlamentari tutte le incongruenze delle sentenze del Collegio Arbitrale, (costituito dall'allora ministro Di Pietro) che avevano consentito a Longarini di ottenere il vincolo di somme astronomiche a danno del Ministero Infrastrutture e Trasporti e quindi dei servizi erogati ai cittadini. Il Collegio arbitrale, dopo aver condannato lo Stato a pagare una cifra astronomica di oltre 1,9 miliardi di euro (pari al raddoppio della linea ferroviaria Terni-Jesi), si era anche autoliquidato la bellezza di 16 milioni di euro per le parcelle dei sei "giudici" e sei "segretari", di cui 12 milioni per il solo Lodo di Ancona, stoppato dopo le iniziative parlamentari. La recente sentenza della Corte d’Appello, che dà torto a Longarini e dispone lo sblocco delle somme vincolate, dimostra che la nostra instancabile attività di denuncia era più che giusta e doverosa. Emerge altresì l'impegno dell'Avvocatura generale dello Stato che in sintonia con i funzionari del Mit, avviata con il ministro Del Rio e proseguita con il ministro Toninelli, ha brillantemente contrastato le assurde pretese di Longarini. Speriamo che questa vicenda sia anche un segnale da cogliere per affrontare con coraggio i nodi di altre concessioni attualmente al centro del dibattito politico e la cessazione dei lodi arbitrali che hanno visto soccombere lo Stato nel 95% dei casi. E’ probabile che Longarini ricorra nuovamente alla Corte di Cassazione per cui resta doverosa un'attenta vigilanza dell'Avvocatura e del Mit. Intanto gli Italiani - conclude la nota - possono contare sugli 800 milioni di euro non dovuti e non pagati». 

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