Cronaca

Osimo: investe la gatta del vicino di casa, condannato a 7 mila euro di multa

Maltrattamento di animali. Questo il capo d'imputazione di cui è stato dichiarato colpevole un uomo osimano che, nell'estate del 2011, avrebbe investito e lesionato gravemente la micia del vicino di casa per ripicca

Condannato a 7mila euro di multa per aver investito la gatta di un vicino di casa. E’ quanto accaduto ieri al tribunale dorico durante una udienza. L’accusa è di maltrattamento di animali. Il pm ha chiesto al giudice del tribunale monocratico la condanna ad una multa di 3mila euro. La difesa della famiglia del proprietario della gatta, curata dall’avvocato Silvia Giampaoli di Loreto, ha invece chiesto un risarcimento danni di 10mila euro. Il giudice Paolo Giombetti ha respinto la richiesta di risarcimento, ma ha condannato l’imputato a 7mila euro di multa. Più del doppio della cifra richiesta dall’accusa. Il tribunale dunque ha riconosciuto e punito la volontarietà nell’investire e recare danno all’animale indifeso.

Il fatto risale al 23 agosto del 2011. M. D. percorreva via Mulino Mensa quando si sarebbe trovato in mezzo alla strada la gatta del vicino. Tra i due non corre buon sangue da molto tempo per motivi legati ad attriti personali. Forse per vendetta avrebbe volontariamente sterzato con la propria auto per prendere sotto la gatta del suo conoscente, lasciandola ferita lungo la strada. Il felino però è sopravvissuto ed è poi morto un anno dopo per fatti non direttamente riconducibili all’incidente. Fatto sta che la famiglia proprietaria della gattina ha sporto denuncia portando in tribunale l’investitore. Quest’ultimo, che tempo addietro era anche amico della famiglia, possiede un terreno e un capanno vicino la casa privata dei padroni dell'animale e ogni giorno passa di fronte alla loro residenza per recarsi al lavoro.

Ieri in tribunale ha testimoniato l’intera famiglia, tutti nei paraggi quella mattina in cui la piccola micia è stata ferita gravemente. Fondamentale anche la testimonianza del veterinario che quel giorno soccorse la gattina. Questo, sul banco dei testimoni, ha ricordato che al tempo la gatta riportò lesioni alla gabbia toracica e al bacino “molto probabilmente dovute al rotolamento del gatto sotto la macchina”.

Una tesi rigettata dalla difesa dell’imputato però che, innanzi tutto sostiene che non ci sarebbe stata volontarietà da parte del suo assistito che, ammesso che il fatto sia avvenuto, per la difesa non ci sarebbero prove del dolo. Lo confermerebbe il fatto che non è credibile che il gatto sia stato investito in pieno perché: “Un gatto, come un cane, non sopravvivono ad una macchina che lo investe” ha spiegato il legale.

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