Inquinamento domestico, marchigiani preoccupati e poco informati

Quasi la totalità dei marchigiani (85%) ammette di saperne poco o nulla. Tra le minacce più temute, fughe di gas (62%) e inquinamento dell’aria (58%)

Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche. L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio.

Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili. E nelle Marche? Come nel resto d’Italia, anche qui l’informazione è poca: come emerge dall’ultima ricerca effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 49% dei marchigiani ammette di averne una conoscenza limitata e il 36% ne ignora del tutto l’esistenza.

Tra le minacce domestiche più temute dai marchigiani, si collocano ai primi posti le sostanze nocive nell’aria (58%), l’inquinamento dell’acqua (54%) e le fughe di gas (62%). Preoccupano anche i campi elettromagnetici (45%), mentre solo il 26% dei marchigiani si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte. Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati della regione, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (55%) e curandone l’igiene e la pulizia (57%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 51% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.

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Meno numerosi, invece, i marchigiani che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (22%), o acquistando un depuratore dell’acqua (19%). Quanto all’acqua potabile di casa, se il 72% degli intervistati dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 28% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità. Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene il 72% dei marchigiani. Come? Il 30% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 30% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e il 12% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.

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