Cronaca

Incidente sulla piattaforma Eni, l'autopsia conferma: Egidio è morto per un trauma

Comunque tutta la documentazione dell’autopsia cadaverica arriverà tra oggi e domani sulla scrivania della Procura di Ancona

Gli è stato fatale il trauma riportato quando la sua cabina si è staccata dalla piattaforma e si è schiantata in mare dopo un volo di diverse decine di metri. Il suo cuore avrebbe smesso di battere prima che la gru affondasse nelle acque internazionali. E’ morto così Egidio Benedetto, l’operaio di 63 anni di San Salvo (provincia di Chieti) coinvolto nell’incidente alla piattaforma petrolifera “Barbara F.” dell’Eni. A confermarlo é stata l’autopsia cadaverica effettuata ieri dal medico legale Marco Tisè, che ha iniziato l’esame autoptico intorno alle 15. L'operaio chietino dunque non è morto annegato. All'autopsia hanno partecipato anche i militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, che hanno anche interrogato uno dei due operai sopravvissuti. Uno di loro, ferito più lieve, ha raccontato di essersi salvato grazie al casco da lavoro. 

Comunque tutta la documentazione dell’autopsia cadaverica arriverà tra oggi e domani sulla scrivania della Procura di Ancona che, sul caso, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo. L'ipotesi degli investigatori della Guardia Costiera di Ancona e  del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza è che la gru si sia spezzata dopo aver trovato una qualche resistenza durante il movimento del braccio meccanico che, al momento della tragedia, stava caricando sulla supply vessel una bombola di azoto. Possibile che nessuno si sia accordo che stesse succedendo qualcosa di anomalo durane quella manovra? Si indaga proprio sull'organizzazione e le modalità di esecuzione dei lavori. 

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