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i giacigli nei laboratori lager

i giacigli nei laboratori lager

Case fantasma e lavoro nero in laboratori lager: immigrazione clandestina nel mirino

Stranieri che sfruttavano connazionali: tra alloggi di fortuna e paghe da fame. Nei guai anche italiani che affittavano appartamenti senza averlo comunicato alle autorità

C'era il cinese che faceva lavorare altri cinesi in laboratori privi delle più elementari norme di igiene e di sicurezza con tanto di alloggio lager a fianco alla postazione di lavoro. Altri stranieri che dichiaravano di vivere in un posto, con tanto di dichiarazione fasulla del connazionale, ma che invece non erano reperibili. Ma anche gli italiani che mettevano in affitto i propri appartamenti ad altre persone senza averlo comunicato alle autorità diventando – più o meno inconsapevolmente – il primo anello di tutto in giro di subaffitti in nero. È stata nominata Ghost, Fantasma, la maxi operazione della Polizia di Stato sul territorio senigalliese che ha portato all'arresto di 5 persone e alla denuncia di altre 23 accusate a vario titolo di reati che riguardano l'immigrazione clandestina, il favoreggiamento, la sostituzione di persona, falso, violazioni sulle norme di sicurezza dei luoghi di lavoro fino ai reati di contraffazione di capi di abbigliamento e scarpe. In tutto sono stati sequestrati 7 laboratori, controllate 545 stranieri e contestate sanzioni per 62mila euro. Ammonta a 16 il numero di stranieri clandestini espulsi dal territorio nazionale. Gli agenti del Commissariato di Polizia, guidato dal dirigente Agostino Licari, hanno lavorato fianco a fianco con l'Ufficio Immigrazione, l'Ispettorato Provinciale del Lavoro di Ancona, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Polizia Locale di Senigallia. 

Otto mesi di indagine per far emergere un sommerso pieno di illeciti. Bengalese, pakistana, nigeriana, cinese ed est europea le provenienze dei soggetti coinvolti. Alcuni, privi di permesso di soggiorno, sono stati espulsi e accompagnati in un Cie. Altri 5, sui quali già gravava un decreto di espulsione, sono stati arrestati. Per altri sono in corso accertamenti ed eventuali revoche del permesso. Altri reati riscontrati sono conseguenti: alcuni extracomunitari dichiaravano di alloggiare in una determinata abitazione e invece dai controlli effettuati non sono mai stati rintracciati nell'immobile. Pakistani e cinesi dichiaravano di ospitare connazionali per consentire loro il rinnovo dei permessi. Naturalmente non era vero. C'è poi tutto un filone che riguarda il lavoro con attività commerciali e artigiane con gravissime violazione della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro: senza vie d'uscita, senza estintori, con bambini presenti e giacigli di fortuna. I 7 laboratori sequestrati davano lavoro a oltre 150 persone. Oltre al sequestro i titolari sono stati multati per decine di migliaia di euro. Le attività sono state sospese fino al pagamento delle sanzioni contestate. In un'abitazione di nigeriani sono stati rinvenuti centinaia di capi di abbigliamento e scarpe riportanti marchi contraffatti delle più famose griffe.

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