"Sulla mia pelle", la sorella di Stefano Cucchi alla prima al cinema senigalliese

Prima della proiezione del film, sabato sera al cinema Gabbiano di Senigallia, sono intervenuti Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, accompagnata dal suo legale Fabio Anselmo

Ilaria Cucchi (foto d'archivio)

In questi giorni un numero molto grande di spettatori, soprattutto giovani, ha invaso le sale cinematografiche italiane per la proiezione del film” Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini, che parla della vera storia di Stefano Cucchi, il geometra romano morto in ospedale per mancata assistenza medica e per le percosse subite da tre carabinieri.

Il film si concentra sulle ultime ore di vita di Stefano Cucchi, la cui salute con il passare dei giorni peggiora sempre di più. Dai diritti negati come quello di non poter mettersi in contatto con il suo avvocato, alle indicibili sofferenze causate dalla rottura delle vertebre che gli causeranno grosse difficoltà nel camminare e nel muoversi, alla superficialità da parte del personale medico nell’accertamento delle sue palesemente gravi condizioni di salute. Prima della proiezione del film, sabato sera al cinema Gabbiano di Senigallia, sono intervenuti Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, accompagnata dal suo legale Fabio Anselmo, per raccontare il calvario che per quasi 10 anni ha accompagnato lei e la sua famiglia, un calvario fatto di omertà, minacce e false dichiarazioni.

«Anche la politica è stata crudele riguardo alla morte di Stefano - afferma Rifondazione Chiaravalle - basta ricordare le dichiarazioni del sottosegretario di Stato Carlo Giovanardi il quale sosteneva che Cucchi era morto di anoressia e per tossicodipendenza, salvo poi scusarsi spudoratamente con la famiglia e ritirare le sue dichiarazioni solo quando la verità è venuta a galla. In Italia la lista delle vittime degli abusi delle forze dell'ordine è molto lunga. Tanto per citare alcuni nomi ricordiamo Federico Aldrovandi e Giuseppe Uva. Stendiamo poi un pietoso velo sulle intenzioni del ministro dell’interno Matteo Salvini che vorrebbe eliminare il reato di tortura, così da autorizzare qualsiasi atto di violenza gratuita da parte delle mele marce che si mascherano da tutori dell’ordine. Rifondazione Comunista di Ancona esprime la propria vicinanza e solidarietà ad Ilaria ed alla famiglia Cucchi che in questi anni si sono battuti con coraggio per la verità e per avere giustizia, con la convinzione che mai nessuna persona debba subire sevizie e tortura, né pestaggi o violenza di alcun tipo».

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