Il trauma di un intervento genitale, nasce il progetto "Ancora Donne"

Un progetto di prevenzione alle conseguenze psicologiche e sessuali a seguito di interventi demolitivi sulla sfera genitale. Un servizio ad hoc per quelle donne che devono affrontare o hanno affrontato un'operazione

Ci sono donne nel territorio dorico che devono sottoporsi ad interventi chirurgici. Operazioni particolari però perchè richiedono l'asportazione parziale o completa degli organi genitali. Donne che, indipendentemente dalle proporzioni del fenomeno, necessitano di un aiuto psicologico per superare prima la fase dell'accettazione e poi il momento successivo all'”invasione” del loro corpo. Ma nelle strutture sanitarie anconetane esiste un ascolto per occasioni di questo tipo? “Non c'è un servizio nelle aziende ospedaliere che sia specifico per queste donne. Non c'è né nel day hospital, né nel post operatorio per dare un sostegno a chi ha subito interventi in zona genitali”. A mettere in evidenza questa lacuna è Gloria Trapanese, laureata in psicologia clinica a Bologna e psicologa giuridica. Lei, anconetana di 26 anni, ha deciso di fare qualcosa per queste donne.

Gloria Trapanese infatti ha lanciato ad Ancona il progetto “Ancora Donne”, un progetto di prevenzione alle conseguenze psicologiche e sessuali a seguito di interventi demolitivi sulla sfera genitale. Un servizio ad hoc per quelle donne che devono affrontare o hanno affrontato un'operazione invasiva all'utero o alle ovaie, come ad esempio la chiusura delle tube o qualsiasi altro intervento genitale. La Trapanese, grazie alle sue competenze specifiche, offra un servizio di sostegno mirato, che può essere individuale o di coppia. Un aiuto il cui primo incontro è a titolo completamente gratuito, poi, se la donna volesse andare avanti con un percorso specifico e a se stante, lo potrà decidere in tutta libertà. Un sostegno che non è solo una qualcosa in più, visto e considerato che, proprio Gloria Trapanese, rifacendosi alla letteratura internazionale, mette in guardia su quella che è la prima conseguenza di questi interventi: la depressione. Una cosa comprensibile perchè si tratta di interventi chirurgici che vanno a ledere quella parte fisica che è tipica del genere femminile e che aggettiva il sostantivo “donna”.

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Ma dove trova la sua struttura il progetto “Ancora Donne”? Il segreto è la rete. Si perché non c'è solo la Trapanese in questo progetto. Questo lavoro fatto sulle donne in difficoltà, non si può portare avanti solo con una consulenza psicologica. E' necessario fare rete tra le varie figure professionali che assistono la paziente, in particolare i ginecologi e i medici di famiglia. “Il lavoro deve essere coordinato - ribadisce la Trapanese -  Quello che manca è l'interazione delle varie figure professionali al fine di poter arrivare al benessere totale della donna”.

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