Furti in chiesa, record di arresti e denunce. Recuperate opere d'arte per mezzo milione

I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale tracciano il bilancio del 2018

Un dipinto recuperato dai carabinieri del Nucleo Tpc

Aumentano i furti nelle chiese e i trafficanti di oggetti sacri o di pregio artistico. Nel giro di un anno, fra il 2017 e il 2018, sono quasi quintuplicati i colpi nei luoghi di culto: da 4 a 18 nelle Marche. Ma al tempo stesso si è sviluppata sensibilmente l’attività di prevenzione, repressione e controllo messa in atto dai carabinieri del Tpc, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, che ha competenza nelle Marche e in Abruzzo, sotto il comando del tenente colonnello Carmelo Grasso che ha illustrato il bilancio dell’attività del 2018, svolta in collaborazione con le Stazioni presenti sul territorio e con il fondamentale supporto della banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita proprio dal Tpc, il più grande database di opere d’arte da ricercare al mondo. «La collaborazione dei cittadini è fondamentale, tutti devono sentirsi proprietari dei beni», è l'appello del comandante Grasso. 

Nell’ultimo anno l’attività preventiva è aumentata considerevolmente tra verifiche di sicurezza nei musei, nelle biblioteche e negli archivi (12, +140%), nelle aree archeologiche (42, +2,4%), nelle aree paesaggistiche (80, +95,1%), negli esercizi antiquariali (166, +538,5%) e nei mercati e fiere antiquariali (48, +182,4%). Le attività di contrasto attuate dal Nucleo Tpc di Ancona hanno consentito il recupero di beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici di pregevole fattura, per un valore stimato di oltre mezzo milione di euro. Nonostante tutto, aumentano i furti perpetrati all’interno dei luoghi di culto: nelle Marche si passa da 4 nel 2017 a 18 nel 2018, in Abruzzo da 2 a 11.

I controlli, però, hanno dato esiti importanti, come nel caso dell’operazione denominata “Pellegrinaggio criminale” che nell’agosto scorso ha portato all’arresto di un 34enne e un 55enne, catanesi domiciliati a Rimini, con l’accusa di furto aggravato: si spostavano in treno, entravano nelle chiese confondendosi tra i fedeli e scattavano foto alle opere d’arte, in alcuni casi si inginocchiavano per pregare, poi passavano all’azione rubando ciò che potevano: calici, pissidi, corone. Sono stati incastrati dalle telecamere. Nel mirino, tra le altre, la chiesa della Collegiata di Castelfidardo, da cui è stata asportata una corona in ottone dorato nel marzo 2018, la cattedrale di San Pietro Apostolo a Senigallia (rubati due calici bagnati d’oro nell’aprile 2018) e la chiesa della Maddalena, sempre a Senigallia (presero due corone in oro, un fregio dorato con la scritta “Ave” e vari fregi in cristallo a forma di stelle, nel maggio 2018). A seguito di ulteriori indagini si è appurato che i due furfanti, subito dopo aver commesso i furti, provvedevano a spezzare gli oggetti rubati e li rivendevano in vari compro oro dell’Emilia Romagna dove venivano acquistati quali rottami d’oro. E proprio in questi negozi e nelle abitazioni dei due ladri è stata trovata varia refurtiva asportata in chiese delle Marche, dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna, riconosciuti e restituiti ai legittimi proprietari. E’ emerso che i due hanno effettuato una decina di furti tra le province di Chieti, Macerata, Ancona e Bologna. Inoltre hanno visitato altri luoghi in Toscana, Lombardia e Piemonte e non si esclude che anche qui abbiano perpetrato furti , ovvero avevano fatto dei sopralluoghi per futuri raid criminali.   

Nel 2018 dai carabinieri del Nucleo Tpc hanno arrestato 10 persone e ne hanno denunciate 135, di cui 32 per reati in danno del paesaggio. In questo modo sono stati recuperati 480 beni antiquatiali, archivistici e librari, 5.558 reperti archeologici di cui 5.157 interi e 401 in frammenti, 4 reperti paleontologici e 5 opere d’arte contemporanee contraffatte e sequestrate. Tra le operazioni più significative, va ricordata la complessa attività d’indagine che ha permesso di individuare e recuperare 9 dipinti di pregevole fattura, di autori ignoti, databili tra il XVII e XVIII secolo, asportati in varie parti d’Italia fra il 1988 e il 2001. I dipinti erano detenuti da vari collezionisti marchigiani, in abitazioni private, fra Jesi, Falconara, San Severino Marche e Matelica. Tra le opere recuperate figurano un dipinto olio su tela ovale raffigurante l’Annunciazione, rubato nel 2001 in provincia di Mantova e un dipinto olio su tela raffigurante l’Adorazione dei Magi, asportato nel 1993 a Treia, nel Maceratese. Il valore dei beni recuperati è pari a 120.000 euro. L’indagine, coordinata dalla Procura di Ancona, ha permesso di denunciare 6 soggetti per il reato di ricettazione.

Ad Urbino, nella casa di un restauratore, sono state recuperate e sequestrate, il 22 ottobre 2018, tre sinopie del ciclo di affreschi della Chiesa della Misericordia di Falconara, frazione di Castelferretti, datati tra la metà e la fine del XVI secolo. Le sinopie erano state asportate negli anni ’70 dalla chiesa di proprietà comunale, ma non era stata formalizzata alcuna denuncia di furto. 

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