Focus immigrazione, un ponte tra Grecia e Ancona: intervista a Giuseppe Nastari

Il boom degli arrivi dei migranti dalla Grecia fu negli anni 2008 e 2009, quando arrivarono anche molti minori stranieri non accompagnati. Per capire come si sia evoluto il flusso immigratorio abbiamo intervistato il dirigente della Polmare di Ancona

Giuseppe Nastari

In Italia si accede tramiti valichi di frontiera e Ancona è una frontiera per cui la Polizia Marittima effettua controlli. A campione se i traghetti provengono dall’area Schengen (ad esempio la Grecia). Obbligatori per tutti coloro che provengono dall’area extra Schengen. Dalla Grecia arrivano circa due navi al giorno d’inverno e vengono effettuati controlli di polizia a campione. Abbiamo intervistato il dirigente della Polmare di Ancona Giuseppe Nastari.

Dottor Natari come avvengono i controlli al porto di Ancona?

«Chi deve entrare nel territorio deve avere un titolo, cioè un documento valido e uno scopo per quel viaggio. Quando non hanno i requisiti dipende da dove si arriva. Se si proviene dall’area extra Schengen, come ad esempio un albanese che arriva dall’Albania senza il visto, provvediamo al respingimento. Se si arriva dall’area Schengen, c’è un accordo tra i paesi tale per cui scatta la procedura di riammissione e viene di fatto riaffidato al comandante del vettore con cui si è arrivati. Ma se quella persona chiede asilo politico per la normativa è un titolo. A quel punto viene fatta un’intervista da parte degli operatori del Gus, persone incaricate di assistere e verificare le richieste di asilo politico da parte di chi proviene da determinati paesi».

Qualcuno ha parlato di respingimenti per così dire “illeciti”, magari senza informare i migranti sulla possibilità della richiesta d’asilo. Possibile?

«No. Se non sanno le cose gli vengono spiegate. Ma a volte sono loro a non voler chiedere asilo politico in Italia perché hanno paura di restare bloccati qui e di essere fotosegnalati, cosa che poi renderebbe più difficoltoso altri spostamenti verso l?Europa. Quindi succede che a volte è il migrante a non chiedere l’asilo politico perché preferisce tornare in Grecia per poi magari riprovarci in un secondo momento. Ma noi le persone che non i chiedono formalmente asilo politico non le possiamo fare entrare».

Quindi chiedete a tutti se vogliono presentare formale richiesta di asilo politico? 

«Per tutte le persone che vengono riammesse c’è una motivazione data dall’assenza di un titolo per entrare in territorio italiano. Noi facciamo un accertamento per ogni singolo caso e li informiamo di tutto. Tanto che alle persone riammesse rilasciamo un provvedimento amministrativo impugnabile davanti ad un giudice del paese di provenienza. Hanno tutte le garanzie, se no sarebbe un abuso. L’intervista e la presenza dei mediatori del Gus poi servono proprio a questo».

Come è cambiato il flusso dei migranti ad Ancona negli anni?

«C’è stato un notevole decremnto del fluso di immigrazione illegale, sia per quanto riguardano quelli che si occultano nei veicoli pesnanti, si per cquano concerche chi usa documenti falsi. Ci osno giorni in cui li troviamo e altri in cui non ne troviamo proprio. Ma dipende anche dai controlli. Una volta arrivavano con una cadenza gironaliera. Oggi non è più così».

E gli arresti?

«Anche gli arresti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono nettamente diminuiti col tempo».

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