Addio all'Ammiraglio delle mille battaglie: è morto Massimo De Paolis

Militare in congedo, era presidente del Comitato di di Fiumesino impegnato in favore dell'ambiente e della riqualificazione urbana dei quartieri nord di Falconara

Massimo De Paolis (a sinistra) durante una manifestazione

Silenzio d'ordinanza. Si è spento all'età di 81 anni Massimo De Paolis, presidente del Comitato di Fiumesino e uomo delle mille battaglie civili per l'ambiente e la riqualificazione dei quartieri nord di Falconara. Ammiraglio della Marina Militare in congedo, De Paolis è spirato martedì 11 ottobre all'hospice di Chiaravalle dove era ricoverato a causa di un male incurabile. Originario di Civitavecchia, De Paolis era entrato nella Capitaneria di Porto dopo la laurea in giurisprudenza conseguita nel 1961 alla Sapienza di Roma. Un lungo peregrinare per l'Italia, il suo: responsabile del Demanio Marittimo a Civitavecchia, Comandante dell'Ufficio Circondariale di Alghero, comandante del Porto di La Spezia. Nel 1980 si era trasferito ad Ancona a seguito dell'incarico di comandante in seconda della Direzione Marittima dorica. Nel 1987 gli era stato affidato il comando del Porto di Ravenna ma, prossimo alla pensione, aveva scelto di restare nelle Marche. Una volta congedato, nel 1994 venne nominato commissario straordinario dell'Azienda Mezzi Meccanici traghettandone la trasformazione in quella che ora è l'Autorità Portuale.

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A Falconara si era trasferito nel 1993. Al fianco di Franco Budini (Comitato di Fiumesino) e di Loris Calcina (Comitato di Villanova), De Paolis aveva portato avanti numerose battaglie in favore dell'ambiente e della riqualificazione dei quartieri nord di Falconara. Memorabili le sue polemiche nei confronti della Provincia di Ancona per la manutenzione dei fossi (che a Fiumesino avevano esondato nel 2006 e nel 2011), contro la Regione per il rinnovo della concessione alla Raffineria Api, contro la realizzazione delle centrali elettriche e il rigassificatore, contro la realizzazione del porto turistico alla spiaggia di Villanova e contro il bypass ferroviario. «Massimo si era inserito subito nel contesto sociale del quartiere, stringendo forti legami di amicizia con tutti noi – ricordano Loris Calcina, Franco Budini e Alfredo Campanelli - Compagno di lotte ma soprattutto grande amico, si è sempre impegnato in prima persona nelle nostre battaglie sociali, mettendo a disposizione con generosità il suo grande bagaglio di conoscenze professionali. Le sue doti umane ne hanno fatto uno dei pilastri dei Comitati e resterà per tutti noi un esempio di coerenza, onestà e lealtà». I funerali saranno celebrati giovedì 13 ottobre alle 15.30 alla chiesa di Sant'Antonio da Padova. 

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