Cronaca Falconara Marittima

La banda delle scuole torna a colpire: rubati tablet per circa 20mila euro

A rilento l'installazione degli allarmi, bufera sul Comune per l'ennesimo colpo ai danni di un istituto. La preside: «In una sola notte è andato in fumo il lavoro di 5 anni»

La preside indica la recinzione tagliata e il carrello utilizzato dai ladri

Una scuola 2.0 che si ritrova nel giro di una notte senza più 48 tablet collegati alle lavagne multimediali delle aule. Media Ferraris e elementare Mercantini, unico edificio scolastico confinante con la Tenenza dei Carabinieri di Falconara. Nel mirino di ladri senza scrupoli che nel corso del weekend hanno fatto razzia. Un colpo pianificato nei minimi dettagli. I ladri sono passati dal retro. Molto probabilmente hanno parcheggiato il loro mezzo in via Volturno e, coperti dagli alberi che circondano l'edificio scolastico, si sono aperti un varco nella recinzione. A quel punto hanno forzato una delle porte. Ovunque le tracce del loro passaggio. Nella aule dove forzando dei box in metallo e tagliando i cavi si sono impossessati dei tablet, in segretaria dove con un frullino hanno aperto due casseforti. Fino all'ultimo piano dove sono state divelte diverse porte in legno per aprire l'accesso al laboratorio informatico. Nell'ala dell'edificio che ospita le elementari sono state anche aperte le macchine del caffè e delle merendine. Infine la fuga. Con un carrello trovato nella scuola e grandi buste della spazzatura prelevate nel ripostiglio dei bidelli. I 48 tablet erano frutto della vittoria, da parte dell'istituto, di un bando a livello nazionale per l'informatizzazione. Ora sono diventati bottino: 20mila euro, circa. Che si vanno ad aggiungere, nelle tasche dei ladri, ai soldi contanti trovati in cassa: circa 350 provento di una vendita natalizia di oggetti realizzati dai bambini diversamente abili che sarebbero finiti tra i fondi a sostegno delle spese, in caso di visita d'istruzione, degli alunni meno abbienti. Al quadro generale si aggiungono, ovviamente, anche i danni subiti dagli infissi.

«Quando sono entrata ho visto la porta aperta sulle prime ho pensato a una dimenticanza ma poi mi sono accorta che non c'erano più i computer» ha raccontato una bidella. «In una sola notte è andato in fumo il lavoro di 5 anni – commenta con amarezza Maria Ambrogini, la dirigente scolastica - Per fortuna non c'erano i fondi raccolti durante la Festa d'Autunno e destinati ai terremotati. L'amministrazione comunale fa un gran parlare di allarmi antintrusione ancora non ha messo nulla. E, tra l'altro, nessuna assicurazione ci può stipulare una polizza perché finestre e porte non sono antisfondamento. Ogni anno scolastico chiediamo, senza esito l’installazione di un impianto di videosorveglianza o almeno di avere le porte con allarme e di potenziare i punti luce nei pressi degli ingressi della scuola. Le telecamere costituiscono comunque un deterrente e permettono di ottenere alcuni riscontri positivi, anche se è necessario potenziare anche i punti luce e soprattutto le porte e gli infissi dei vari plessi. Insieme ai genitori cercheremo soluzioni per integrare nuovamente le nostre dotazioni tecnologiche, ma pretendiamo garanzie dal comune per fare in modo che non siano vanificati nuovamente gli impegni da portare avanti in sinergia con le famiglie». L'assessore all'Istruzione, il vicesindaco Stefania Signorini, preside a sua volta dei vicini Itc Serrani e liceo Cambi si è offerta di donare circa 60 pc delle sue scuole alla collega Ambrogini.

Ma la polemica sulla mancata dotazione di sistemi di allarme è nel pieno. Dopo i colpi in serie registrati nelle altre scuole e agli annunci a oggi, ha fatto sapere la Signorini attraverso i social, sono appena 6 gli edifici che sono stati muniti di allarme. Ritardi perché «abbiamo aspettato in vista dell'esito di un bando a cui abbiamo partecipato – spiega – alla mail per stabilire le priorità di installazione in data 6 luglio la dirigente ha scritto che negli anni l'unica scuola soggetta a furti è stata la scuola Rodari. Le scuole godono di autonomia e quindi potrebbero provvedere anche autonomamente come ad esempio fanno molte scuole superiori di proprietà della Provincia che non è mai intervenuta con l'installazione di sistemi di allarme. Appena chiuso a breve il prossimo bilancio provvederemo comunque ad installare gli impianti in tutte le scuole rimanenti». Spiegazione che però non evita la bufera al Comune. «Noi come genitori – si legge in un messaggio arrivato in mattinata alla preside – abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Purtroppo i ladri fanno i ladri. Sono le Istituzioni che non fanno il loro lavoro. In consiglio d'istituto abbiamo chiesto più volte al Comune di intervenire. Dopo gli ultimi furti chiunque avrebbe capito che eravmo a rischio».  
 

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