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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Evasione fiscale e frodi, 19 imprenditori denunciati. Chiuse 10 aziende e sequestrati beni per milioni di euro

I finanzieri del Gruppo di Macerata hanno concluso una complessa operazione che ha permesso di smascherare un articolato intreccio di aziende coinvolte, a vario titolo, in una maxi frode fiscale di circa 20 milioni di euro

MACERATA - La guardia di finanza ha concluso l'indagine nei confronti di 33 imprese operanti nel "distretto industriale del tessile e dell'abbigliamento". Le società indagate erano, nella maggioranza dei casi accertati, accomunate da un breve se non brevissimo ciclo di vita aziendale che, generalmente, non superava i tre anni, salvo poi proseguirlo con altri soggetti giuridici ovvero con soggetti compiacenti: un reticolo di imprese cosiddette «apri e chiudi».

I numeri

Ammontano a circa 20 milioni di euro le basi imponibili, ai fini delle imposte sui redditi, complessivamente evase. Mentre sono 19 gli imprenditori segnalati all’Autorità Giudiziaria per svariati illeciti penali. Il sistema di frode consisteva, in sostanza, nell’aprire svariate attività commerciali per mezzo delle quali effettuare lavorazioni tessili conto terzi, con emissione delle relative fatture di vendita, ma omettendo, quasi sistematicamente, la presentazione delle corrispondenti dichiarazioni fiscali. Inoltre, è stato accertato che diverse aziende controllate, avvalendosi di alcune società cosiddette “cartiere”, registravano in contabilità fatture di acquisti relativi ad operazioni inesistenti, in modo da abbattere la propria base imponibile e di conseguenza versare meno imposte all’Erario. Successivamente, dopo una breve vita aziendale, i responsabili si rendevano irreperibili.

Le indagini

Non solo evasione fiscale. È stato anche accertato che una società, non più operativa, è risultata beneficiaria dell’importo di oltre 42mila euro, quale contributo a fondo perduto previsto dal cosiddetto “Decreto Sostegni”. Una misura, questa, destinata a contenere gli effetti economici e sociali conseguenti all’emergenza epidemiologica, commisurata alla diminuzione di fatturato subito a causa della pandemia. In realtà, dagli accertamenti esperiti, le Fiamme Gialle maceratesi hanno riscontrato come la società, di fatto, avesse terminato le attività aziendali ben prima dell’entrata in vigore del Decreto Sostegni e, pertanto, non aveva i requisiti per l’accesso al contributo. Allo scopo di scongiurare l’utilizzo fraudolento di partite I.V.A., solo formalmente attive ma in realtà non più operative, l'Agenzia delle Entrate ha emesso provvedimenti di cessazione d’ufficio per 10 di esse. Nell’ambito dell’inchiesta, i Giudici per le Indagini Preliminari del Tribunale di Macerata hanno emesso diversi provvedimenti, disponendo, complessivamente, il sequestro per equivalente di beni fino a concorrenza delle imposte evase per circa 3 milioni di euro.

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