Cronaca

Elezioni Regionali, l'assessore al bilancio Cesetti:«rinviarle è una fesseria»

«Se si torna dal barbiere, in spiaggia e al ristorante è evidente che si devono e si possono svolgere le elezioni»: le parole dell'assessore durante il consiglio

«Il rinvio delle elezioni ad ottobre è una fesseria». Parole dure quelle dell'assessore regionale al Bilancio delle Marche, Fabrizio Cesetti, pronunciate nel corso della seduta del 30 aprile del consiglio regionale in videoconferenza. A riportare la questione è l'agenzia Dire che scrive: «Il dibattito è nato da una mozione del consigliere Luca Marconi (Udc-Popolari Marche) con cui si chiede al presidente della Regione, Luca Ceriscioli, di farsi promotore presso il Governo nazionale della proposta di tenere separata la celebrazione del referendum confermativo e le elezioni per il rinnovo dei consigli regionali e comunali». 

A quel punto gli interventi hanno affrontato anche la data delle elezioni regionali. «Se pensiamo che - dice Cesetti - compatibilmente con l'evoluzione dell'epidemia e con tutte le cautele del caso, bisogna far ripartire il paese è evidente che si debbano svolgere anche le elezioni nei tempi previsti. Se si torna in fabbrica, si torna dal barbiere, dall'estetista, in spiaggia e al ristorante è evidente che, sempre prendendo tutte le precauzioni e le cautele del caso, si devono e si possono svolgere le elezioni. Perchè non va bene sospendere o prorogare. Secondo me se sussistono le condizioni si dovrebbero tenere nel mese di luglio anche perchè ottobre è un mese da molti indicato come più pericoloso, per un possibile ritorno del virus, di luglio». 

L'assessore Cesetti, sul presidente del Consiglio, Giuseppe Conte afferma: «intervenire su diritti costituzionali con provvedimenti amministrativi è una forzatura alla quale il paese non si deve e non si può abituare». Ha poi concluso il suo intervento parlando anche delle liste dei candidati. «Se si dicesse che in questa fase c'è bisogno di governi regionali che siano impegnati a pieno ritmo sull'emergenza e quindi che si voterà tra un anno, sarebbe un discorso diverso. A mio avviso o le elezioni si fanno a luglio o si fanno tra un anno. Non vorrei poi più sentire parlare di liste bloccate. C'è chi, a causa del pericolo del contagio, propone di togliere le preferenze e fare le liste bloccate. Sarebbe un altro bel colpo alla democrazia. Così anche nelle Regioni gli eletti del popolo, anzichè il popolo, li decidono nella collocazione delle liste quattro segretari di partito».

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