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Delitto di Chiaravalle, i risultati dell'autopsia: cinque i colpi inferti dall'assassino

Ad avvalorare la pista del furto finito (o iniziato) nella tragedia, anche alcuni oggetti mancanti. I carabinieri di Ancona e Jesi, comunque, non escludono al momento la possibilità di altri moventi

Cinque colpi alla testa – tre quelli mortali – sferrati con una spranga di ferro appuntita, o forse con un piede di porco. Questo quanto emerge dall’autopsia eseguita dal dottor Raffaele Giorgetti sul corpo di Giancarlo Sartini, il 53enne barbaramente ucciso nella notte tra il 26 e il 27 dicembre nel suo appartamento in via Circovallazione a Chiaravalle. Se l’esame medico-legale ha fornito ufficialità e contorni definiti alla causa della morte, le indagini eseguite dai Carabinieri di Ancona e Jesi e dai Ris hanno fornito ulteriori dettagli, che gli inquirenti stanno incasellando nel mosaico del delitto: come sembrano mostrare le tracce di sangue trovate dagli investigatori nei cassetti fuori posto, infatti, l’assassino avrebbe frugato per casa dopo l’aggressione. Ad avvalorare la pista del furto finito (o iniziato) nella tragedia, anche alcuni oggetti mancanti, come il cellulare, il portafogli, e alcuni oggetti in oro.

I carabinieri del Reparto Operativo di Ancona, diretti dal maggiore Americo Di Pirro, i colleghi della Compagnia di Jesi, comandati dal capitano Mauro Epifani e il pm titolare Paolo Gubinelli, comunque, non trascurano nessuna pista, continuando le indagini a tutto campo senza escludere la possibilità, almeno al momento, di moventi diversi.

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