Crolla il tetto di un'aula all'Itis, tragedia sfiorata

Un cedimento che solo per l'orario non ha registrato feriti. Vigili del fuoco sul posto e non mancano polemiche, gli studenti: «Edilizia scolastica in sofferenza»

Macerie sopra i banchi di scuola

Ore 7.10, un boato squarcia il silenzio tra i corridoi e le aule ancora deserte dell'Istituto tecnico industriali Montani di Fermo. Fortunatamente ancora vuote, visto l'orario. Avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche il crollo del tetto di un'aula della scuola se fosse avvenuto qualche giro di lancetta dopo, con l'aula piena di insegnanti e studenti. E invece, nessun coinvolto. L'istituto è stato chiuso per permettere verifiche strutturali da parte dei vigili del fuoco e dei tecnici della Provincia di Ascoli. A quanto pare il crollo sarebbe dovuto al cedimento di una capriata. La messa in sicurezza è stata particolarmente complessa perché il crollo si trova a fianco delle puntellature della chiesa di Sant'Agostino, danneggiata dal terremoto del 2016. Tutti gli studenti sono stati spostati in un'altra ala dell'edificio. Le lezioni non sono state interrotte. Non mancano le polemiche. «Contestiamo e denunciamo aspramente questo grave accaduto – dicono dalla Rete degli Studenti Medi Marche e dal Comitato Noisette di Fermo - che si va ad inserire tra gli innumerevoli casi di mancata gestione e messa a norma degli edifici scolastici nella nostra regione e nel nostro Paese tutto. Come sindacato studentesco marchigiano e come studenti di Fermo raccogliamo da anni problematiche riguardanti le strutture in cui quotidianamente si svolgono le lezioni scolastiche. L'edilizia scolastica delle Marche infatti, non gode di buona salute, specialmente dopo gli eventi sismici che negli ultimi anni hanno riguardato in particolar modo alcuni territori provinciali. Auspichiamo che la messa in sicurezza dell'ala si svolga in tempi brevi e nel migliore dei modi, per far sì che eventi del genere non si ripetano ancora. Il crollo di un intera aula in un edificio scolastico e una sfiorata tragedia a pochi minuti dall'inizio delle lezioni devono segnare un cambio di rotta nell'attenzione e nei fondi da dedicare alla scuola, agli studenti e all'edilizia scolastica delle Marche».

Sulla questione è intervenuto anche il Codacons. «Da anni denunciamo il degrado delle scuole italiane, che come dimostrano i frequenti crolli di soffitti e intonaci, cadono letteralmente "a pezzi"; una situazione che rappresenta un potenziale pericolo per studenti, insegnanti e personale scolastico – attacca il presidente Carlo Rienzi –  Ci chiediamo che fine abbiano fatto il Piano generale di edilizia scolastica che obbligava il Ministero dell'Istruzione ad adottare precisi provvedimenti in materia, e il famoso piano sulle “scuole sicure” annunciato dal Governo Renzi che prevedeva 400 milioni di euro per 2400 interventi a partire dal 2015». Intervento anche da Forza Italia che, con il capogruppo in Regione Jessica Marcozzi e il senatore Andrea Cangini, chiede «una rapida mappatura completa dello stato dell’arte di suddetti edifici e da un Piano generale di edilizia scolastica che impone precisi doveri alle istituzioni. Proprio queste non possono girarsi più dall’altra parte come se nulla fosse. Quelle ‘scuole sicure’ tanto sbandierate dove sono? Dal canto mio mi attiverò immediatamente con la Regione e con il prossimo Governo affinché si attivi una volta per tutte un vero e concreto processo di messa in sicurezza degli edifici scolastici e, soprattutto, di alunni, docenti e personale scolastico. Attendiamo altresì di conoscere nel dettaglio tecnico i motivi e le cause del crollo per approfondire la questione delle responsabilità».

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