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Sopralluogo sul ponte crollato in A14

Sopralluogo sul ponte crollato in A14

Crollo del ponte in A14, super consulenza sui costi dei lavori: ecco gli indagati

Il pm Irene Bilotta, la polizia giudiziaria e i periti Michele Pierri, Luigino Dezi e Fabio Beciani sono al lavoro sul luogo della tragedia dopo il conferimento di una consulenza tecnica in forma irripetibile

Indagare sulla conformità della documentazione e dei progetti, sulla regolarità dell’esecuzione dei lavori, sul rispetto delle misure di sicurezza del cantiere, ma soprattutto verificare se un eventuale risparmio sui costi di lavorazione, tutto da verificare sia chiaro, abbia potuto portare il cantiere al di sotto dei limiti standard di sicurezza imposti dalle normative vigenti. In definitiva stabilire le cause del crollo del cavalcavia in A14 che il 9 marzo scorso è costato la vita ad Emidio Diomede e Antonella Viviani, la coppia di Spinetoli in viaggio verso Ancona per una visita medica. Sono questi i quesiti con cui oggi il pm Irene Bilotta ha conferito una consulenza tecnica, in forma di atto irripetibile, sul blocco di cavalcavia. Le domande che il pm ha rivolto ai periti sono state contestate dai legali perché non consone ad un accertamento in forma irripetibile, che invece presuppone accertamenti rapidi su oggetti o soggetti caratterizzati da un’imminente modificazione dello stato. Fatto sta che nel pomeriggio infatti il magistrato, la polizia giudiziaria e i periti Michele Pierri e Luigino Dezi sono al lavoro sul luogo della tragedia, al chilometro 167. Al lavoro con le prime misurazioni e l’analisi dei detriti più piccoli. Nominato anche un terzo perito, Fabio Beciani, che dovrà invece ricostruire nei dettagli la dinamica dell’incidente che portò la Nissan Qashqai bianca a schiantarsi, in parte a restare schiacciata, contro l’enorme blocco di cemento. Saranno ore di lavoro che avranno di sicuro un seguito, già fissato per la notte tra il 29 e il 30 maggio, quando gli investigatori chiuderanno il tratto autostradale per analizzare il blocco, oggi diviso in due tronconi, franato durante le ultime fasi di soprelevamento. 

41 INDAGATI. Oltre le società Autostrade per l’Italia, Pavimental, Delabech e Spea Engeneering ci sono nomi accomunati dall’accusa di cooperazione in disastro colposo. Tra loro ci sono 6 uomini della società Autostrade per l’Italia: l’ingegner Giovanni Scotto Lavina (Responsabile del procedimento), Guido Santini (Responsabile procedimento), Francesco Paolo Calabria (Direzione legale), Roberto Tomasi (Condirettore Generale Nuove Opere, anche se non coinvolto direttamente e iscritto negli atti in quanto atto dovuto), Sergio Paglione (Responsabile area lavori per il lotto in questione- 6B), Gianni Marrone (Direttore del tronco). Della società in house Pavimental, difesi dall'avvocato Alessandro Ciarrocchi del foro di Fermo: Franco Tolentino (Amministratore Delegato), Alberto Di Bartolomeo (Responsabile Risanamenti Acustici), Alfredo Cullacciati (Direttore Tecnico Infrastrutture Centro Sud), Vittorio Banella, Mauro Martinelli (Direttore Tecnico Manutenzione, Extra pavimentazione e Lavori aeroportuali), Tommaso Scioscia Santoro (Responsabile Sicurezza), Luca Latini, Andrea Cosci, Luca Massara, Giovanni Gallo, Rodolfo De Vecchis, Gennaro Di Lorenzo e Pierpaolo Cappelletti. Quanto alla società di progettazione dei lavori Spea Engineering, ci sono Raffaele Ricco (Coordinatore sicurezza), Alberto Selleri, Giuseppe Giambalvo (Direttore dei lavori), Pasquale Petruzzelli (Ispettore di cantiere), Francesco Morabito (Direttore dei lavori), Antonio Pedna e Francesco D'Alterio. Della Delabech, la ditta che ha materialmente eseguito i lavori, Riccardo Bernabò Silorata (Amministratore Unico), Vitantonio Sepe (Vice Amministratore unico), Stefano Lazzerini, Luigi Ferretti, Pietro Rocchi, Nicola Chieti, Roberto Marnetto e Giovanni Proietti. Nell’elenco c’è anche Mauro Coletta, direttore dell’Istituto di vigilanza sulle concessioni autostradali. Parti offese nel procedimento sono i figli delle due vittime, Daniele e Daniela Diomede, rappresentati dall’avvocato Vincenzo Maccarone del foro di Perugia e i operai della Delabech rimasti lievemente feriti nel crollo del ponte: Emil Cristanel Oprea, Fanel Ilie e Dumitru Scopet.

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