Marche: Croce Rossa al collasso, arriva l'ultimatum per la politica sanitaria

"Siamo delusi dalla politica sanitaria regionale che oggi sembra più preoccupata di nomine e inefficienze al suo interno, piuttosto che risolvere problemi legati alla salute del cittadino" fanno sapere dalla Cri Marche

La Croce Rossa, insieme ad altre associazioni del mondo dei servizi sanitari, è al collasso. E oggi arriva l'ultimatum: da febbraio i servizi sono a rischio. E' questo il grido di denuncia che arriva direttamente dalla Croce Rossa Marche che chiede alla politica regionale il rispetto dell'accordo siglato nel 2013. Che cosa stabilisce? Che la Regione si occupi di rimborsare i costi ordinari del sevizio sanitario a partire dallo scorso 2010.

“Fino ad ora abbiamo sopportato ma ora non ce la facciamo più” ha detto lo stesso presidente della Cri Marche Fabio Cecconi. Insomma se si va avanti di questo passo i cittadini rischiano di perdere tutti i servizi basilari ance perchè, ad oggi, la Croce Rossa non riesce più a pagarsi nemmeno la benzina. “Se quanto richiesto non sarà accolto – ha ribadito Cecconi – dal primo febbraio il volontariato potrebbe non essere più in grado di garantire i servizi attualmente svolti”. Dunque non si può più sostenere un mero rimborso basato su accordi vecchi. Per la Croce Rossa è necessario passare ad un vero accordo sul rimborso di costi effettivi.

Accordo che ci sarebbe ma che la Regione non rispetta. Infatti la Croce Rossa regionale punta il dito verso la politica di palazzo Raffaello, colpevole di fare orecchie da mercante per una cosa che, in ultima istanza, va a toccar e la salute delle persone.

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La CRI Marche fa sapere che: “Siamo delusi dalla politica sanitaria regionale, che a tutt'oggi sembra più preoccupata di nomine e inefficienze al suo interno, piuttosto che risolvere problemi legati alla salute del cittadino. Attualmente i servizi ai malati sono garantiti esclusivamente dallo sforzo  personale e non retribuito dei volontari. Ma ormai il sistema sta per collassare. Preso atto che tale situazione sta portando le associazioni a non poter proseguire la sua attività assistenziale e preso atto del silenzio sia dell’Assessore alla Salute Almerino Mezzolani che dei nuovi vertici del Dipartimento alla Salute Pietro Ciccarelli (Asur) e Gianni Genga, si chiede la convocazione di un incontro urgente con l’Assessore alla Salute, il Direttore del Dipartimento ed il Direttore Generale ASUR entro il 30 gennaio. Si chiede anche a Gian Mario Spacca di impegnarsi personalmente”. 

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