Passetto, varianti e bagno privato. Le verità del tecnico: «Non potevo oppormi»

Le rivelazioni del direttore tecnico coinvolto nell'inchiesta per corruzione. Dal cambiamento dei progetti del Passetto al bagno privato del geometra infedele: «Si rischiava di fallire»

Foto di repertorio

ANCONA - Ghost Jobs e le verità di Tarcisio Molini in oltre 300 pagine depositate in Procura. Il direttore tecnico della Mafalda Costruzioni, accusato insieme ad altri costruttori di aver corrotto il funzionario comunale Simone Bonci per aggiudicarsi gli appalti, passa al contrattacco. I costi del cantiere al Passetto, la nota vcenda del bagno in casa di Bonci, il tutto raccontato per voce dell'avvocato Tommaso Rossi: «I fatti sono andati in maniera molto diversa da quanto riportato, soprattutto rispetto a quanto sembrerebbe essere stato raccontato dal Bonci» spiega il legale.

Corruzione in Comune, tutta l'inchiesta nei servizi di AnconaToday

«Se si opponeva l’impresa falliva»

Le verità di Molini sono in una memoria di 60 pagine oltre a 42 documenti che, secondo la difesa, proverebbero l’innocenza del direttore tecnico sulla vicenda del Passetto (stradina e laghetti) e la trasparenza dei relativi costi. «Siamo in presenza di una piccola impresa che ha lavorato a ritmo serrato per realizzare al meglio i lavori che il Comune di Ancona le commissionava, dovendo sostenere ingenti costi e sottostare ai dettami dell'ente circa le modalità di pagamento, con l'unico scopo quello di cercare di non "essere schiacchiata" economicamente» spiega Rossi. «L'unica colpa che si può muovere al Molini è non essersi opposto all'enorme cambiamento del progetto e ampliamento dei costi che il Comune gli ha richiesto, nonché alle modalità di pagamento che il Comune stesso gli ha imposto. Certamente l'impresa sarebbe fallita, ma almeno il Molini non sarebbe andato sotto processo». 

«Bonci lo tranquillizzava sui costi»

Il legale fa quindi la cronistoria del cantiere, specificando prima di tutto che: «Non c'è stato alcun cartello con gli altri imprenditori e con i pubblici ufficiali per la “spartizione” degli appalti del Comune di Ancona». La ricostruzione parte dalla firma del contratto l'11 febbraio 2019 con un importo di 80.895€. I lavori, spiega il legale, dovevano cominciare a inizio gennaio, ma: «il Comune di Ancona decide di cambiare radicalmente il progetto – spiega Rossi- quest'ultimo, oltre che avere una maggiore metratura era tanto più complesso dal punto di vista realizzativo, della tipologia di opere aggiuntive e di pregio dei materiali. Tutto ciò per la volontà del Comune di realizzare un'opera di maggior pregio e valore estetico per quello che doveva essere il “Biglietto da visita dell'Amministrazione”». Molini, spiega il legale, ha quindi assecondato le richieste di variazioni: «ovviamente sostenendo dei costi per la realizzazione dei lavori e la manodopera molto più elevati». E Bonci? «Bonci gli dice di andare avanti, che non ci sarebbero stati problemi per riscuotere quanto effettivamente realizzato dall'impresa. Il tutto in assoluta fretta perché i lavori dovevano essere completati entro la fiera di maggio». C’è però un problema: «Siccome la variante non può coprire l'intero costo per il nuovo progetto (ci sono dei limiti che non possono essere superati rispetto al valore del progetto iniziale) Bonci tranquillizzava Molini, preoccupato perché l'impresa rischiava cosi di “saltare” e gli imponeva il modo con cui sarebbe nel frattempo pian piano stato pagato (con dei cosidetti “buoni”) per altri lavori di cui il Comune non aveva necessità, ma aveva disponibilità di fondi. In certi casi non veniva richiesto di fare nulla, in alcuni altri un minimo di lavoretto. Mentre Mafalda sta finendo i lavori della stradina, verso i primi/metà di maggio, sempre su richiesta del Bonci viene chiesto di fare dapprima un'isola ecologica al Passetto e poi una serie di lavori urgenti ai “Laghetti” del Passetto, in vista dell'inaugurazione del 1 giugno. Anche questi lavori sono pagati con dei buoni riferiti ad altre voci di cui evidentemente il Comune aveva disponibilità in bilancio. Il Molini non aveva di certo la “forza economica” per potersi opporre ai metodi di pagamento per i lavori realmente effettuati che il Comune gli imponeva, perché la ditta nel frattempo doveva pagare fornitori, lavoratori, oneri vari».

Il bagno di Bonci 

«Rossi racconta la vicenda allegando in una nota le parole rilasciate dallo stesso Molini agli investigatori:

«Se non si riusciva a riscuotere i lavori fatti per l’impresa si prospettava solo il fallimento. In tutto questo capii che assecondare Bonci per il bagno era un male necessario. Un male in ogni caso minore rispetto al rischio che i lavori effettivamente posti in essere dalla Mafalda non venissero liquidati». 

«Il Comune di Ancona si trova con lavori eseguiti per un valore di circa 181.464,99 euro e pagati alla Mafalda Costruzioni per soli 149.511,34 euro, il Bonci si trova con lavori eseguiti di ristrutturazione del bagno per circa 26000 euro- conclude Tommaso Rossi- Il Molini e la Mafalda costruzioni ci hanno rimesso oltre 50.000,00 euro».  

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