Senigallia: era un pizzaiolo il corriere internazionale dell'hashish

I carabinieri hanno fatto irruzione nel suo appartamento in contrada Filetto mediante uno stratagemma: l'uomo aveva appena evacuato in un secchio ben 74 ovuli di hashish che si era procurato in India

Era un pizzaiolo senigalliese di 48 anni, A.G., residente in contrada Filetto, il principale corriere di uno dei maggiori canali di approvvigionamento di hashish e charas (un diverso tipo di hashish) di Senigallia: un'operazione dei carabinieri ha consentito di arrestarlo e di sequestrare un tale quantitativo di stupefacente che, una volta immesso sul mercato, avrebbe fruttato la somma di 30 mila euro.

LE INDAGINI. Già al termine della scorsa primavera gli uomini dell'arma sapevano dell’esistenza di un canale internazionale di approvvigionamento di hashish e charas che faceva capo ad un cittadino senigalliese e che verosimilmente correva lungo la rotta intercontinentale India-Italia.
Le indagini sono culminate nel corso della mattinata di venerdì 14 dicembre, quando i militari hanno saputo del rientro in Italia dall’India dell’uomo sospettato di essere il corriere internazionale ed erano certi di trovare presso la sua abitazione un ingente quantitativo di droghe pronte per lo spaccio.

LA TRAPPOLA. Per evitare che il sospettato distruggesse lo stupefacente prima dell'irruzione dei carabinieri, i militari gli hanno teso una trappola: uno di essi si è finto dipendete dell’ Agenzia delle Entrate, e ha svelato la sua vera identità solo una volta entrato in casa. Il pizzaiolo ha subito cercato di impedire ogni ulteriore ispezione, ma l'ingresso del resto del gruppo di carabinieri ha vanificato ogni tentativo di resistenza.

IL DIVERSIVO. Il pusher, però, non si è perso d'animo: ha subito consegnato 4 panetti di hashish del peso complessivo di 400 gr. affermando che quella fosse l’unica sostanza illegale posseduta. Solo di fronte all’insistenza dei militari, l’uomo si è convinto dell’inutilità della propria reticenza e ha consegnato un secchio nel quale aveva da poco evacuato ben 74 ovuli contenenti la charas, ingurgitati in India prima della sua partenza. Infatti nell’ambito della perquisizione venivano anche rinvenuti i titoli di viaggio che comprovavano che l’uomo era partito per l’ India il 19 settembre 2012 ed aveva fatto rientro in Italia proprio nella mattina del 14 dicembre.

La perquisizione estesa all’interno complesso abitativo occupato dall’uomo ha permesso inoltre di ritrovare e sequestrare anche:
la somma contante di 2165,00 euro verosimilmente frutto dello spaccio;
due bilancini di precisione;
un coltello per il taglio dei panetti d’hashish
due cylum per l’assunzione della charas
documentazione e materiale informatico attualmente al vaglio degli inquirenti.
L’uomo al termine delle operazioni è stato tradotto presso la casa circondariale di Ancoma Montacuto a disposizione dell’ A.G. inquirente.
L’uomo è pluripregiudicato per reati specifici.

LA CHARAS. La charas è un tipo di hashish prodotto dall’estrazione della resina di Cannabis  e proviene prevalentemente dall’ India, differenziandosi dall’hashish di provenienza nord-africana per la lavorazione che avviene per estrazione della resina da pianta viva e non dall’essicazione delle infiorescenze. Tale lavorazione consente alla charas di avere un THC (il principio psicoattivo della droga) molto più elevato. Tale particolare lavorazione non consente di immagazzinare la charas che, dunque, viene raccolta in alcuni determinati periodi dell’anno. Essa si fuma in pipe diritte chiamate cylum, oppure viene ingerita.

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