Tute bianche e cannoni atomizzatori, ecco i Ghostbusters dell'igiene: «Uccidiamo il Covid»

La K-All dell'a.d. Chiara Ambrosio è in prima linea per sanificare aziende, ospedali, abitazioni e aeroporti con un veleno in grado di annientare il Coronavirus negli ambienti

Un operatore della K-All

In prima linea ci sono anche loro, i Ghostbusters della sanificazione: non hanno pietà per il Covid-19, che sterminano con i veleni antivirus sparati dai cannoni atomizzatori. Gli angeli dell’igiene viaggiano in tutta Italia nella battaglia per la vita.

Aziende, ospedali, uffici postali, ma anche abitazioni private: dove c’è pericolo di contaminazione ci sono loro, gli acchiappa-virus della K-All, impresa anconetana che dà lavoro a circa 130 persone, con sede alla Baraccola, specializzata nel cleaning professionale. Il loro vaccino si chiama perossido d’idrogeno: viene spruzzato negli ambienti chiusi e in poco tempo elimina il 99,9% di microbi e batteri, annullando la possibilità di rigenerazione. K-Cube, così si chiama il trattamento di disinfezione, «è adatto ad ogni tipo d’ambiente ed è innocuo per l’uomo - spiega Chiara Ambrosio, amministratrice delegata della K-All -. L’unica accortezza è attendere 20 minuti dopo la fine delle operazioni, per far sì che il gas si disperda. A seconda delle situazioni, usiamo una macchina che lavora in totale autonomia o un cannone manovrato dall’operatore».

Sono giorni di super lavoro per i professionisti della sanificazione che si sono occupati di disinfestare l’aeroporto Sanzio di Falconara, ma anche tutti gli uffici postali di Ancona. Le chiamate di soccorso arrivano da mezza Italia: non mancano richieste d'aiuto da privati che scoprono di convivere con un familiare positivo al Coronavirus. E anche in quei casi, non c'è problema: basta isolare l'ambiente e diffondere il gas che, oltre ad essere completamente biodegradabile, annienta ogni carica batterica, preservando le superfici, le suppellettili, i tessuti, in modo del tutto innocuo per l'uomo. «Stiamo lavorando H24, pure di notte, alla media di 14 aziende al giorno - spiega l’a.d. Ambrosio -. Vorrei fare un ringraziamento a tutti gli operatori che si sono resi sempre disponibili e non si sono mai tirati indietro. Benché operino in totale sicurezza, grazie ai dispositivi di protezione, non è da tutti svolgere un lavoro come il loro». 

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