Il Comune spegne il concerto di beneficenza, Marasca: «Colpa degli organizzatori»

Uno dei musicisti definisce grottesca la conclusione della serata: «Mai visto neppure nei locali di quarta categoria». Il Comune replica: «Problema di chi gestisce la scaletta»

Una delle esibizioni della serata

La Leo Maculan Band sale sul palco della Mole, le note anni ’70 di di Leo Maculan insieme a quelle del tastierista Ricky Burattini e del batterista Danilo Brugnini sono pronte a chiudere la serata di beneficenza in favore dell’Istituto Oncologico Marchigiano. Giusto il tempo di annunciare la canzone e poi tutti a casa. Sì, perché l’orologio è stato implacabile anche ieri sera. A mezzanotte in punto l’impianto audio è stato spento, sono rimaste accese solo le illuminazioni. Questione di norme: il regolamento acustico comunale impone lo stop incondizionato allo scoccare della mezzanotte e il responsabile alla sicurezza, un dipendente comunale, lo ha ricordato agli organizzatori dello IOM che a quel punto hanno dovuto  staccare l'impianto audio. E la "Leo Band"? Era lì dalle 19 e non ha suonato neppure una nota. Il gruppo ha invitato i presenti a cantare dalla platea “Con il nastro Rosa” di Lucio Battisti, senza base musicale e con il solo accompagnamento della batteria (GUARDA IL VIDEO) per un finale di serata che i presenti hanno definito grottesco. 

«Neppure nei locali di quarta categoria»

Il giorno dopo è stato proprio Ricky Burattini a tornare sull’accaduto: «Appena ho poggiato le mani sulla tastiera siamo piombati nel silenzio- ha spiegato il musicista- a me ha cambiato poco, suono tutti i giorni, ma mi ero liberato per l’occasione. Non è stato tanto un danno per me, è stato un peccato per il pubblico perché sono stati di fatto tagliati gli ultimi 10 minuti di serata. Non so da chi sia arrivata la disposizione, certo è stato grottesco, faccio questo lavoro da tanti anni e non ho visto neppure nei locali di quarta categoria staccare la corrente mentre suono». Spiegazioni o preavvisi? Nessuno, spiega ancora Burattini. Nel corso della serata si sono alternati diversi gruppi che hanno suonato circa 10 minuti ciascuno. «Certo, per le modifiche tecniche tra un’esibizione e l’altra è stata sforata un po' la tabella di marcia, ma si trattava degli ultimi minuti e di certo non doveva partire un treno o un aereo – conclude Burattini- non stavamo facendo un gran casino, comunque il nostro cantante ha fatto cantare la gente senza base ed è stato un momento comunque molto bello». Sulla vicenda è intervenuto in mattinata anche il consigliere di Altra Idea di Città, Francesco Rubini: «Dall’altra parte del porto per lo Street Food Festival la musica è stata tenuta accesa ben oltre l’una. Sul fatto della Mole, che se fosse confermato nella dinamica sarebbe grave e insensato, interrogherò l’amministrazione nel consiglio comunale del 21 giugno». 

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«Prendetevela con chi organizza»

A fare chiarezza è stato l’assessore comunale alla cultura Paolo Marasca: «L’evento è stato organizzato dallo IOM e non dal Comune, tutti gli organizzatori che allestiscono i concerti alla Mole sanno da anni che si deve finire a mezzanotte, perché è la prassi del luogo e c’è un regolamento acustico del Comune che noi siamo i primi a dover rispettare e far rispettare». L’assessore racconta anche di insulti ricevuti dal responsabile della sicurezza, dipendente comunale, da parte di molti dei presenti: «Quando è andato dagli organizzatori a dire che a avrebbero dovuto staccare è stato riempito di insulti- ha raccontato Marasca- questa cosa è triste e  mi fa arrabbiare, se la prendessero con gli organizzatori. Se non sono in grado di gestire la scaletta entro la mezzanotte il problema è il loro, il Comune non va a staccare la spina, dà degli orari. In questo caso abbiamo concesso allo IOM la Corte, il palco il personale di sicurezza pagato da noi e 1.500 euro di contributo». Deroghe? «Certo è possibile chiederle- spiega Marasca- sullo Street food ad esempio ci sono state delibere di giunta come per gli eventi a Palombina, ma le richieste devono pervenire in anticipo ed essere accompagnate da un documento di impatto acustico redatto da un ingegnere, se poi la deroga chiesta non oltrepassa l’una di notte non serve neppure il passaggio in giunta. Come possiamo andare a rompere le scatole ai bar perché fanno musica oltre orario se poi sforiamo noi?» ha concluso l’assessore. 
 

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