Coldiretti Marche, speso solo il 12% dei fondi europei della programmazione pluriennale

A preoccupare non sono tanto gli obiettivi di avanzamento della spesa per il 2018, previsti dal piano finanziario del Psr, ma l'intera programmazione che ha accumulato ritardi negli anni precedenti

Maria Letizia Gardoni

Occorre pianificare meglio gli obiettivi di spesa delle risorse europee del Piano di Sviluppo Rurale o il rischio è quello di pregiudicare il futuro con minori risorse impiegate dall'Unione Europea su progetti di filiera, biologico e imprenditoria giovanile, per portare alcuni esempi. A lanciare l'allarme a livello regionale è Coldiretti Marche che si dice preoccupata da quanto riportato dall'ultimo report della Rete Rurale Nazionale sullo stato di avanzamento della spesa pubblica, rispetto alla programmazione 2014/2020. A preoccupare non sono tanto gli obiettivi di avanzamento della spesa per il 2018, previsti dal piano finanziario del Psr, ma l'intera programmazione che ha accumulato ritardi negli anni precedenti. Basti pensare che alla data del 31 ottobre 2018, l’avanzamento di spesa effettuata, rapportata alla dotazione complessiva è di appena il 12,28%. "Non utilizzare i fondi comunitari destinati alla valorizzazione dell'imprenditoria agricola sarebbe un gravissimo errore non solo di gestione ma soprattutto di programmazione e visione che la Regione Marche non può permettersi - commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - Tutto ciò che non sarà speso non solo comprometterà la dotazione futura, ma impedirà all'economia più strategica del nostro territorio di crescere, radicarsi, migliorarsi. Dare opportunità all'agricoltura marchigiana equivale ad aumentare l'occupazione, a mantenere il presidio delle aree rurali e marginali, permettere ai giovani di restare e ad altri di tornare, sostenere le relazioni di comunità tra i tanti borghi e piccoli comuni che ci rendono distintivi, permettere una possibilità di rinascita ai luoghi colpiti dal sisma". Pertanto - concludono da Coldiretti - vigileremo che gli oltre 2.600.000 euro da spendere entro il 31 dicembre 2018, vengano concretamente erogati. Chiaro però, che sarà posta la massima attenzione e impegno sul fronte della programmazione pluriennale ferma a poco più di 85 milioni spesi.

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