Una vita dedicata al pensiero liberale: Claudio Pietroni scrive a Enrico Letta

Claudio Pietroni, 82enne di Ancona, è noto per il suo impegno politico e le sue convinzioni di stampo liberal. Oggi ha deciso di scrivere una lettera direttamente ad Enrico Letta che noi vogliamo pubblicare

A 82 anni si guarda indietro e la rivede tutta l'Italia Repubblicana. Claudio Pietroni, nato il 7 ottobre del 1931 ad Ancona ha vissuto la guerra, quando decide di imbarcarsi su una petroliera per diventare capitano di lungo corso. Per molti anni girerà il mondo sempre con il compito di dirigere le petroliere. Poi il ritorno nelle Marche dove inizia un percorso di studi sul movimento liberale. Poi la nascita del Centro Studi liberali Benedetto Croce attraverso cui entrerà in contatto con personalità politiche e pensatori di calibro nazionale. Oggi sente che la sua missione è compiuta e che ora sta agli altri proseguire nella costruzione di una Italia migliore. Pietroni è convinto, insieme ai suoi compagni del Centro Studi Liberali, che il modello liberale sia necessario oggi più di sempre e, di fronte ad una malattia che lo sta mettendo alle strette, ha deciso di scrivere una lettera aperta al presidente del Consiglio Enrico Letta, che noi pubblichiamo integralmente.

"E’ più che evidente che il sistema attuale non funziona. Presidente Letta noi continueremo a pagare le imposte anche se pesano troppo nelle nostre famiglie. Ora vogliamo avere capacità propositiva responsabile per scelta di progetti, relative priorità, un più corretto rapporto con la società civile e società politica. Tenendo presente che la fonte della sovranità è sempre intestata al popolo e non ai partiti. “Nessuna vera democrazia può funzionare senza la partecipazione ed il consenso dei cittadini. Quando il cittadino è passivo è la democrazia che si ammolla” ha detto Alexis de Tocqueville In questo momento, in Italia, abbiamo una democrazia annacquata e stiamo perdendo anche la libertà. Pertanto bisogna mettere al centro il lavoro strategico come l’esportazione;  far partire l’ economia è la vera priorità. Chi ci ha governato fino ad oggi sono stati i partiti, le correnti di partito nel proprio interesse, ed il paese sta affondando. Dobbiamo stoppare questa deriva negativa con capacità propositiva responsabile come la scelta di progetto, priorità, non più corrotti rapporti tra società politica e società civile. Presidente Letta bisogna tenere presente che la società politica viene eletta per governare e servire il popolo sovrano, non possiamo dover vedere che tutti hanno un prezzo come risulta ampiamente dalle cronache giudiziarie di ogni  giorno. Presidente Letta, l’obiettivo è trovare i fondi necessari per attivare una seria riduzione del cuneo fiscale per tutto il 2014 e aiutare il governo ad invertire lo stato di recessione in cui è caduta l’economia, per velocizzare la crescita e lo sviluppo. La proposta è simile a quella del 3/11/2012 con ovvi cambiamenti dovuti al peggior andamenti dell’economia. Il progetto è raccogliere soldi dei volontari in un fondo di intervento per sottoscrivere titoli di stato in sede d’asta, per il 2014, laddove la BCE non può intervenire. Al forum dei cittadini possono contribuire casse di previdenza, gestione risparmi, associazioni imprenditoriali, ordini professionali e così via e quanti hanno a cuore l’interesse dell’Italia e non quelli della politica. Il ricavato delle aste sarà finalizzato esclusivamente alla riduzione del cuneo fiscale sotto severo controllo della Corte dei Conti, della Magistratura e della C.D.P., per evitare che i soldi possano finire in mano ad affaristi, al capitalismo di relazione ed altri possano distrarli dagli obiettivi prestabiliti. Cuneo fiscale = aziende più competitive e famiglie con più potere di acquisto. Abbiamo bisogno assoluto di far ripartire e velocizzare la crescita e lo sviluppo. Nessun sistema di libero scambio può effettivamente funzionare se non è radicato in un ordinamento politico e giuridico che aiuti i cittadini ad annullare l’ interferenza dei loro affari da parte di altre persone comprese le autorità".

Claudio Pietroni

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