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Cannabis light, il gip ordina il dissequestro della merce

Operazioni in varie attività tra Fabriano, Jesi e Ancona con sequestri della merce esposta negli store della canapa legale ma la norma non è chiara

Tra i vari store della cannabis light che si sono visti arrivare alla porta i militari della Guardia di Finanza o gli agenti della polizia e, alla loro uscita, si sono trovati denunciati e con la merce sequestrata ce n'è uno che, intanto, ha ottenuto il dissequestro della merce. Lo ha stabilito il gip di Ancona nei riguardi di un negozio di corso Garibaldi che aveva subito il decreto nei giorni scorsi. Un altro commerciante, assistito dall'avvocato Renato Codiglia, ha avuto responso positivo rispetto alla richiesta di dissequestro di denaro contante che gli era stato trovato durante la perquisizione. Essendo un'attività commerciale gli è bastato presentare la contabilità in entrata e in uscita. Tra scontrini di vendita e fatture di acquisto, il gip ha ritenuto che quei soldi fossero il frutto della regolare attività e non proventi di spaccio. 

Sequestri anche a Monsano e a Fabriano con i titolari che attendono di sapere se e quando potranno rientrare in possesso della loro merce. Il sentore che tutta la partita si stia giocando sul filo della normativa. Per la legge 242 del 2016 è possibile la coltivazione e la vendita di cannabis con un tasso thc non superiore a 0,6%. Sopra quella soglia entra in ballo che legge sugli stupefacenti. Ai titolari degli store della canapa legale è contestato proprio lo spaccio di droga. Accuse che secondo l'avvocato Lorenzo Simonetti, chiamato ad Ancona da Radicali Marche per fare il punto della situazione sulla normativa e sulla sua applicazione.

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