Cadavere alla foce dell'Esino, giallo risolto: scoperta dopo due mesi l'identità

Svolta nelle indagini dei carabinieri, decisiva la comparazione del Dna con un rasoio e un pettine. E' un 72enne di Chiaravalle, nessuno ne aveva denunciato la scomparsa

Il luogo del ritrovamento del cadavere

Dopo laboriose indagini, è stato identificato il cadavere rinvenuto il 13 giugno scorso sulla secca del fiume Esino, a Falconara. Si tratta di un uomo di 72 anni, residente a Chiaravalle, che si era allontanato da casa alla fine di maggio.

I carabinieri della tenenza di Falconara, coordinati dal comandante Michele Ognissanti e coadiuvati dalla sezione operativa della Compagnia di Ancona, sono finalmente riusciti a risalire con certezza all’identità del cadavere ritrovato in avanzatissimo stato di decomposizione a circa 300 metri dalla foce del fiume. L’anziano aveva lasciato la sua abitazione per poi dirigersi con la propria auto nei pressi di un torrente chiaravallese, affluente dell’Esino. Erano giorni di piena e l’argine del torrente si presentava fangoso ed insidioso. È verosimile che l’uomo sia scivolato una volta arrivato in prossimità del fiume, trovando la morte per annegamento in pochissimi minuti. Viveva un’esistenza di solitudine: divorziato da circa 3 anni e senza figli, nessuno aveva notato la sua scomparsa, nemmeno l’anziana sorella con cui ormai da tempo non aveva più rapporti: un dramma della solitudine

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A dare una svolta decisiva alle indagini è stato l’apporto della polizia locale di Chiaravalle, a cui non era passata inosservata la rimozione di una vecchia utilitaria, trovata ad occupare gli stalli del mercato comunale nei primi giorni xi giugno. Le indagini, dirette dal pm Daniele Paci, hanno avuto la svolta decisiva all’esito della comparazione genetica effettuata sui campioni di Dna prelevati dal dottor Manuel Papi, medico legale incaricato di effettuare l’autopsia. L’anatomo-patologo, oltre ad escludere responsabilità dolose - aveva già escluso la presenza di lesioni inferte da terzi - è riuscito ad esaltare i profili genetici estratti dalle spoglie mortali dell’anziano, comparandoli con gli effetti personali rinvenuti presso la sua abitazione, un rasoio da barba e un pettine per capelli. La salma sarà affidata all’unico parente rimasto in vita, l’anziana sorella che provvederà alle esequie. 

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