Cronaca

Loreto: cade nel pozzo e muore, assolto il proprietario del terreno

Il fatto risale al 2010. Il pensionato era uscito da solo per dedicarsi alla caccia. Poi per qualche motivo si sarebbe addentrato in un'area boschiva talmente impervia che gli è costata la vita. Ieri la sentenza

Nell'immagine: l'avvocato Massimiliano Belli

Cacciatore trovato morto dopo essere caduto nel pozzo di un terreno che si trova nel loretano, vicino al confine con Porto Recanati. Un fatto per cui era stato messo sotto processo il proprietario di quell'appezzamento di terreno con l'accusa di omicidio colposo. Dunque, secondo l'accusa,  il titolare del terreno non avrebbe adottato le necessarie cautele per impedire quella che, alla fine è stata sicuramente un tragico incidente. Tanto che ieri il giudice monocratico Paolo Giombetti ha assolto l'imputato perchè il fatto non sussiste. A difendere il proprietario della terra nel tribunale dorico l'avvocato Massimiliano Belli (nella foto), che in questo caso ha sostituito il prof. Nicola Mazzacuva di Bologna.

Il fatto risale al settembre del 2010. Il pensionato era uscito da solo per dedicarsi alla caccia. Poi per qualche motivo si sarebbe addentrato nell'area boschiva. La caratteristica principale di quell'area verde era di avere una vegetazione fittissima fatta di arbusti e canneti, un sottobosco praticamente impenetrabile. Non è chiaro infatti che cosa avrebbe cercato il cacciatore in quella zona, fatto sta che il tentativo di addentrarsi nell'impervia zona, alla fine, gli è stato fatale. Il giorno in cui l'uomo non tornò a casa, i suo familiari denunciarono la scomparsa dell'uomo, mettendo in azione le forze dell'ordine e i vigili del fuoco. Nessuno avrebbe mai pensato che l'anziano sarebbe andato a finire lì, fino a quando un residente non ha indicato agli inquirenti la possibilità che in quell'impervia zona ci fosse un pozzo, visto che in passato, al posto del bosco ci sarebbe stata una fornace. Una zona talmente inarrivabile che i pompieri hanno dovuto operare ore di disboscamento per farsi strada. Poi la scoperta del pozzo e infine l'amaro ritrovamento del cadavere del cacciatore.

Da lì scaturì un processo che ieri ha trovato l'epilogo nella lettura della sentenza del giudice che ha dunque sollevato l'imputato da ogni ipotesi di reato.

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