Ancona omaggia la sua stella, inaugurato il Belvedere Virna Lisi

Il sindaco Valeria Mancinelli e i famigliari dell'attrice scomparsa nel dicembre del 2014 hanno inaugurato il Belvedere che da oggi porta il nome dell'artista

Il sindaco Valeria Mancinelli e la ballerina Simona Lisi inaugurano davanti alla targa del Belvedere Virna Lisi

Cinque anni fa Corrado passeggiava per le vie di Ancona insieme a sua madre. Quella donna bionda con gli occhi chiari gli parlava del Duomo, della sua infanzia e poi del Passetto. Quella madre non era una donna qualunque. Era Virna Lisi che in quelle ore aveva lasciato in camerino l’abito della star del cinema per rituffarsi nel suo passato anconetano. Oggi Corrado Pesci è tornato su quella scalinata fronte mare, ai piedi del monumento più famoso di Ancona e si è affacciato a quel belvedere che, d’ora in poi, porterà il nome di “Belvedere Virna Lisi”. Il nome della leggenda torna a casa dopo una vita trascorsa tra Jesi, Roma e il mondo. A scoprire la targa è stata la ballerina Simona Lisi dopo una performance di danza eseguita sulla scalinata sotto gli occhi di un centinaio di persone.

Bella come il tramonto di Ancona

L’idea di intitolare un luogo alla grande attrice, scomparsa nel 2014 è stata del presidente Inner Wheel di Ancona, Fiorella Seccia, ma a scegliere quello specifico posto è stato il vicesindaco Pierpaolo Sediari: «La sera prima ero transitato da queste parti e avevo visto il tramonto. Mi è venuto in mente di paragonare la bellezza di Virna Lisi proprio con quel tramonto». Bellezza e identità cittadina. «Si è sentito rivivere un rapporto vero tra una grande donna come Virna Lisi, l’intera sua famiglia e la città di Ancona- ha detto il sindaco Valeria Mancinelli- la città ha dimostrato una voglia vera di riscoprire legami e radici belle. E’ evidente che un posto così bello e che dice così tanto dell’identità di Ancona e della sua apertura al mondo era forse quello più naturalmente adatto a ricordarci una personalità come quella di Virna Lisi». Una cerimonia che ha il sapore di un ritorno a casa per il critico cinematografico Antonio Luccarini: «Dovevamo consegnare a Virna il Ciriachino d’oro, non è stato così a causa di vari impedimenti. Oggi le consegniamo qualcosa di più perché se si consegna un nome a un luogo se ne rende eterno il significato e in questo caso si celebra per sempre il rapporto tra la città e una delle sue figlie più belle e straordinarie».

«Un’anconetana di ferro»

La parola è poi passata ai famigliari dell’artista. «Mamma era un’anconetana di ferro e vedere tutti i suoi concittadini mi emoziona molto- ha detto Corrado Pesci con gli occhi rossi dalla commozione- cinque anni fa siamo stati una settimana qui e lei mi ha portato a vedere il Duomo, la sua casa natale, ma questo è il posto di Ancona a cui era più legata perché un amico di nonno aveva una barchetta qui sotto e nel dopoguerra portava mamma a pescare». Poi il fratello della Lisi, Ubaldo, ha ricordato la passione dell'attrice per la campagna e la natura, coltivata nel giardino privato a Roma. Poi ha lanciato un appello al sindaco Mancinelli e soprattutto alla città di Jesi: «L’intitolazione di questo belvedere a mia sorella rappresenta la concreta testimonianza delle grandi doti che caratterizzano noi marchigiani. E’ mio auspicio che dopo questo evento e dopo l’evento svoltosi a Cupramontana altre iniziative possano realizzarsi nella nostra terra per ricordare la nostra grande Virna, ad esempio a Jesi». Infine la nipote dell’artista, Stefania Graziosi, ha letto una poesia dedicata a Virna scritta dalla sorella Esperia: «Ha amato la sua patria, ha amato Ancona, la sua città natale con il suo mare e i suoi ricordi di vacanze spensierate. Ha amato Roma, così meravigliosa e offesa. Ha amato i suoi genitori e i suoi fratelli, ha amato immensamente suo marito, la sua famiglia e i suoi adorati nipoti. Ha amato i suoi cari parenti e amici tutti, il suo lavoro, il cinema che ha arricchito il suo pensiero, l’ha divertita e commossa. Ha amato, amato, amato tutto ciò che la vita le ha dato. Ma un giorno tutto le è stato strappato. E allora dolore, rabbia, nostalgia e una grande infinita tenerezza».

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