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Senigallia, barbagianni depresso dopo il sequestro: proprietario assolto

La Guardia di Finanza, nel 2009, lo aveva portato lontano dal padrone che lo teneva in una gabbia troppo piccola. Ieri il rapace è stato restituito al padrone che è stato assolto dall'accusa di detenzione di animale in condizioni pregiudizievoli

Nel 2009 la Guardia Forestale fece incursione in casa sua per sequestrare quel barbagianni che, per gli inquirenti, veniva tenuto in una gabbia troppo piccola. Ma per l’animale l’amore del padrone era più importante di qualche centimetro in meno rispetto quanto prescritto dalla legge. Tanto che il volatile andò in depressione, costringendo i militari a restituirlo al legittimo proprietario che, nel frattempo, finì sotto processo. Ieri è arrivata la sentenza del giudice Antonella Marrone, che ha assolto l’imputato dall’accusa di detenzione di animale in condizioni pregiudizievoli

Protagonista della vicenda M.M., 43enne di Senigallia, che anni fa trovò il volatile notturno ferito. E così lui, che ha un allevamento di uccelli autorizzato, lo salvò e cominciò ad allevarlo seguendo gli insegnamenti dell’imprinting. Col passare del tempo il rapace crepuscolare, cucciolo e dagli occhi neri come la notte, è cresciuto guardando al 43enne come una madre. Poi il 28 ottobre del 2009 è arrivato il sequestro. Per i militari della forestale, l’uomo teneva il barbagianni in una gabbia troppo piccola e così lo avevano portato all’Enpa (Ente protezione animali). Ma a quel punto l’uccello ha cominciato a star male, rifiutando acqua e cibo. Trasportato nella clinica veterinaria Sant’Anna di Fabriano, il veterinario aveva capito subito qual era il problema: «Avevo rilevato uno stato di disidratazione e malnutrizione e ho consigliato di restituirlo a chi lo aveva allevato fin da piccolo». E così è stato. 

Nel frattempo però è andato avanti il processo in cui il senigalliese, difeso dall’avvocato Luca Pancotti, si è sempre difeso dicendo che quella gabbia era provvisoria perché stava traslocando. Non solo. L’uomo era anche munito di tutti i certificati Cites. Una versione che, nelle scorse udienze, era stata confermata dal veterinario nominato dal pm. Proprio il medico ha ribadito che il barbagianni era sottopeso e in una gabbia piccola. Ma anche che erano condizioni adeguate nel caso si fosse trattato di un periodo di tempo limitato. Alla fine dunque non solo gli uomini della forestale hanno dovuto restituire l’animale al suo padrone ancor prima della fine del processo, ma il giudice ha anche ritenuto infondate le accuse. E così oggi l’uomo, assolto da ogni accusa, può continuare ad occuparsi del suo barbagianni.

Con il 43enne era imputato un altro senigalliese di 40 anni accusato di aver comprato un gufo proprio da M. M., ma anche per lui la difesa, sostenuta dall’avvocato Carlo Regni, ha dimostrato che il gufo gli era stato proprio affidato perchè collaboratore di M. M. Anche lui assolto da tutto.

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