Aveva 12 alias, accusato di scippi e rapine era latitante da anni: arrestato Rakà

Mercoledì il tunisino aveva dato filo da torcere quando, arrivato alla stazione di Jesi, alla vista dei poliziotti, è fuggito strattonando alcuni passanti e tirando fuori un coltello da 15 centimetri

La Polizia di Jesi, al centro Michele Morra

Per la Polizia l’unica cosa certa, oltre al fatto che fosse l’autore di una sfilza di scippi e rapine, è la nazionalità. Infatti le sue impronte digitali hanno trovato conferma in quelle di un certo Mohamed, già noto alle forze dell’ordine della Tunisia. Ma in lui, clandestino di 33 anni, almeno così ha sempre detto agli agenti che lo fermavano, è un fantasma senza nome e quando giovedì scorso gli agenti di Polizia di Jesi lo hanno arrestato e portato in Commissariato, sul computer sono comparsi almeno 12 nomi diversi

Non è stato dunque semplice arrivare a lui, conosciuto dai più con il nome di Rakà. Gli agenti erano sulle sue tracce da tempo, sapevano che si spostava sui mezzi pubblici dove é più facile confondersi. Mercoledì il tunisino è arrivato alla stazione di Jesi da Ancona ed è incappato in un controllo. Alla vista dei poliziotti è fuggito strattonando alcuni passanti e spaventandone altri dopo aver tirato fuori un coltello di 15 centimetri. Il ricercato, grazie ad un’agilità da atleta, è riuscito a far perdere le sue tracce fuggendo verso via del Vecchio Zuccherificio. Proprio in quel quartiere in cui risiede lei: una jesina di 25 anni agli arresti domiciliari che, secondo l’attività investigativa, era la compagna del tunisino latitante da anni. E allora quale giorno migliore che la festa del 2 Giugno per sperare di trovarlo lì. Quando i poliziotti, guidati dal primo dirigente Michele Morra, hanno saputo che la donna aveva ordinato due pizze, è scattato il blitz. Senza opporre resistenza la jesina ha fatto entrare gli agenti che alla fine hanno trovato il latitante chiuso dentro un armadio. «Mi nascondo perché ho una relazione clandestina con lei» ha detto il sospetto alla Polizia che non ci ha creduto, lo ha ammanettato e lo ha arrestato con le accuse di rapina, estorsione e furti. 

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Ricercato dalla Procura di Ancona e Macerata, dalla ricostruzione degli investigatori, l’uomo sarebbe l’autore di numerosi furti e spaccate ad Ancona, dove ha derubato farmacie e profumerie, oltre ad aver spaccato i finestrini di numerose auto in zona stazione per rubare oggetti personali delle vittime. Ma anche a Porto Recanati e Fermo. A Jesi dove lui aveva la sua base, avrebbe messo a segno scippi e rapine. Rakà nelle Marche ci sarebbe arrivato nel 2015, dopo molti anni da scippatore nei sobborghi di Napoli, da dove poi è dovuto scappare. Ma alla fine i poliziotti jesini hanno messo fine alla latitanza dell’agile tunisino. Ora è recluso nel carcere di Montacuto, in attesa di essere reimpatriato dopo aver scontato la pena

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