Adescava bambini tramite chat poi li violentava, arrestato

Ora prosegue il lavoro dei Carabinieri, che hanno sequestrato il cellulare dell'indagato perché non è escluso che nel passato del pedofilo ci possano altre vittime rimaste nell'ombra della vergogna

L'arresto

«Sono un malato pedofilo». E’ la prima frase detta quando è stato fermato dai Carabinieri della Compagnia di Osimo, ai quali ha subito consegnato il suo cellulare. Sono tutte in quel telefono le conversazioni che testimoniano come l’uomo avesse abusato sessualmente di una bimba di 11 anni e un bimbo di 12. Prima li “agganciava” tramite una chat social poi li convinceva a incontrarsi, non troppo lontano della loro abitazioni, così che le vittime si sentissero al sicuro. Ma in realtà erano già cadute nella trappola di quello che per gli inquirenti è un pedofilo. I fatti sono avvenuti a Loreto e risalgono al 27 ottobre e al 28 novembre 2016. In quelle due circostanze l’orco ha incontrato i due bambini, a volte in stradine appartate, altre volte in macchina, per poi costringerli ad atti sessuali, che non sono mai andati oltre il palpeggiamento

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Abusi devastanti per le vittime che, nelle settimane successive, avevano cambiato atteggiamento. Sempre più schivi, il loro umore era cambiato, mentre chi li conosceva li vedeva chiudersi in se stessi. Sintomi di cui si sono accorte due coppie  di genitori che, temendo fosse successo qualcosa di cui erano all'oscuro, si sono rivolti ai Carabinieri osimani i quali, guidati nella delicata indagine dal capitano Raffaele Conforti, hanno scoperto gli abusi pregressi. Anche grazie alla collaborazione degli assistenti sociali del Comune, capaci di colloquiare con i minorenni e arrivare così alla conferma del terribile sospetto. Alla fine ieri gli investigatori hanno messo fine all'orrore con un provvedimento del Gip, per cui i militari hanno raggiunto l'orco e accompagnato in caserma. L'uomo ora si trova agli arresti domiciliari. Misura cautelare subito accolta dal giudice, alla luce di un fondato pericolo di reiterazione del reato. In questi giorni prosegue il lavoro dei Carabinieri, soprattutto sul cellulare dell’indagato, infatti non si esclude che nel passato del pedofilo ci possano altre vittime rimaste nell’ombra della vergogna. 

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