Cronaca

Montemarciano, gira con la patente di un latitante e finisce nei guai

Il sospetto ieri sera si trovava in un albergo di Montemarciano in compagnia di una donna, quando i carabinieri di Senigallia si sono presentati per un controllo delle schede di un albergo

Carabinieri Senigallia

Falsificare una patente di guida comprata illegalmente, attaccandoci la propria foto, non è stata un’idea geniale per un 34enne tunisino di Montemarciano. Il motivo? Le generalità di quel documento corrispondevano a quelle di un latitante ricercato dalla Procura di Verona. Così, quando i carabinieri della compagnia di Senigallia, guidati dal comandante Cleto Bucci, hanno effettuato un controllo a quel documento, non hanno potuto fare altro che fermare il sospetto. Si tratta di B. M., 34 anni di origini tunisine. Ieri sera si trovava in un albergo di Montemarciano in  compagnia di una donna. Durante il suo soggiorno, i carabinieri si sono presentati in albergo per un controllo di routine. Scorrendo le schede dell’hotel, hanno notato quel nome sospetto, per cui hanno pensato bene di effettuare una verifica incrociata con il database delle forze di polizia nazionale. L’esito? Quell’uomo, quello corrispondente al nome e cognome della patente (che in realtà non era il tunisino), era ricercato. Subito i militari sono saliti in camera sua, hanno bussato, lo hanno bloccato e gli hanno chiesto i documenti. 

Il tunisino sapeva di aver falsificato il documento, ma non si aspettava una reazione del genere. Ha tirato fuori la patente contraffatta con la sua faccia e il nome del ricercato. Così i carabinieri lo hanno dichiarato in arresto per reati commessi a Verona. A quel punto il tunisino, consapevole dell’equivoco, è andato nel panico. Ha disperatamente tentato di spiegare ai carabinieri che quel ricercato non era lui, ammettendo di aver falsificato i documento di identità. Il 34enne, incredulo, ha raccontato di come avesse comprato quella patente poche ore prima per poche decine di euro. Dunque sì, aveva falsificato il documento ma non era lui quello a cui davano la caccia dal Nord Italia. 

Alla fine l’uomo è comunque stato arrestato con le accuse di false dichiarazioni sull’identità personale e contraffazione della patente di guida. Sicuramente meglio della accuse, ben peggiori, dell'uomo ricercato a Verona. 

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