Il bar nell’occhio del ciclone: «Non pago l'affitto, in una settimana dovrò chiudere»

Il titolare del bar colpito dall’ ordinanza-coprifuoco smentisce le voci di schiamazzi e disordini che hanno portato all’emissione del provvedimento

L'insegna del Pippo Bar

«Da 12 giorni non incasso 1 euro dopo le 19 e in questo momento sono sotto di circa 6.000 euro, non riesco a pagare l’affitto e ho dovuto mandare via dei dipendenti. Chi mi dà una mano qui lo fa in amicizia e senza prendere un soldo, un’altra settimana così e dovrò chiudere». Pier Paolo Orlandini, titolare del Pippo Bar, replica al sindaco Valeria Mancinelli sulla questione degli schiamazzi finiti alla base dell’ordinanza di limitazione dell’orario. «Non è vero assolutamente, ho ridato indietro la licenza per l’intrattenimento musicale e non ho mai avuto problemi di ordine pubblico. E’ vero che ci sono stati interventi della polizia, ma controlli anche quando non c’era la musica e non è mai stato trovato nulla di irregolare in questo locale che è frequentato anche da anziani e dalle famiglie del quartiere. E’ diventato un punto di riferimento e voglio smentire anche le voci circolate su un presunto spaccio di droga». 

In quanto all’eventuale proroga dell’orario di chiusura, Orlandini rivela che: «Ho saputo che l’altro ieri sarebbe dovuta arrivare una nuova ordinanza per farmi chiudere alle 23 con proroga di mezz’ora per le partite dei mondiali. Ribadisco che il locale è frequentato da anziani e famiglie non dare a questa gente la possibilità di prendere un gelato dopo le 22 è un accanimento». 

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Problemi ce ne sono stati solo il primo dei tre anni di attività, dice Orlandini: «E’ vero e sbagliavamo noi perché facevamo musica all’esterno ma negli ultimi due anni la musica fuori non c’è mai stata. Dentro assolutamente sì e forte, ma fuori non si è mai sentita». 
 

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