Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Alessandro Pellegrini premiato a Sirolo: «Ancona mia, svegliati»

Premio Enriquez per il cantautore anconetano che dice la sua sul tema della movida nel capoluogo: «Città bellissima ma i locali ospitano poca musica»

Il cantautore dorico a Sirolo per il premio dedicato a Franco Enriquez

Fresco di premio Enriquez per il suo album "Qualcosa" e di tutto esaurito sempre al teatro Cortesi di Sirolo per il suo ultimo concerto martedì scorso (22 agosto), anche Alessandro Pellegrini, 30enne cantautore anconetano, prende parte al dibattito sulla movida. Ad Ancona c'è oppure no? «È la mia città – risponde il cantautore – ha tanti pregi ma anche un difetto di mentalità. Ci sono bellissimi locali che purtroppo non ospitano più musica perché poi i cittadini protestano per la musica è troppo alta. Chi vive in centro dovrebbe capire che può capitare di sentire musica fino a mezzanotte». Le occasioni non mancano, eppure. Ne sa qualcosa lo stesso Pellegrini che lo scorso febbraio riuscì a riempire il Ridotto delle Muse per la presentazione del suo "Qualcosa", album con 12 brani inediti che oggi, la giuria dell'Enriquez ha definito "intenso, profondo, onirico, un gigantesco puzzle di emozioni in musica, dove l’attento uso della parola è l’asse portante di una architettura musicale solida, in alcuni brani la loro fusione rivela una maturità raggiunta". In buona compagnia ieri sera, mercoledì 30 agosto, al teatro Cortesi di Sirolo. 

«La mia seconda città – spiega – perché è qui che ho scritto i miei primi brani. Ci sono molto legato. Il concerto della scorsa settimana è stato il più bello della mia vita. Indimenticabile. E poi mi ha fatto tanto piacere ricevere un premio così prestigioso al fianco di artisti importanti come Massimo Ghini o Sara Jane Morris, che ha cantato prima di me". Tornando ad Ancona, sua città d'origine, qualche miglioramento si è visto negli ultimi tempi. «Penso al porto o alle tante associazioni che operano. Purtroppo si tende spesso a pensare che la cultura sia solo teatro e musica classica che, ben inteso, io amo ma ci si deve aprire anche ad altro. Ancona sarebbe anche una città giovane universitaria ma gli studenti preferiscono restare a casa anziché uscire nel nulla. Rispetto a quando frequentavo Ingegneria è migliorata ma la strada è ancora lunga». 

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